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mercoledì, 10 Agosto 2022

Allarme siccità: colpiti anche gli allevamenti di trote della Bassa friulana

08.07.2022 – 10.17 – Non solo l’agricoltura, ma anche gli allevamenti ittici della Bassa friulana sono vittime di questo lungo periodo di siccità. Da marzo l’allevamento ittico di trota marmorata (Salmo trutta marmoratus) di Flambro, una frazione di Talmassons, il più grande gestito dall’Ente Tutela Pesca (ETP) – allevata per poi essere liberata nei fiumi della regione -, si trova a fare i conti con la mancanza di acqua. L’impianto che normalmente può arrivare a crescere 350 quintali di trote, in questo momento, riesce a lavorarne solamente 40. I livelli minimi di acqua raggiunta, che si riscalda a causa delle elevate temperature, e la conseguente mancanza di ossigeno fa sì che si possano ospitare pochi individui. È caratteristica del Friuli Venezia Giulia la presenza di acque di risorgiva dolce che percorrono tutta la regione, le quali per la qualità delle caratteristiche organolettiche rappresentano l’habitat idoneo per uno sviluppo sano e corretto delle trote. Grazie alla loro grande estensione molti degli allevamenti si sono potuti insediare in prossimità di rogge e ruscelli. Il Friuli Venezia Giulia che è il primo produttore in Italia ed il terzo in tutta Europa, si trova quindi a dover affrontare anche questa emergenza con conseguenti ricadute a livello economico.

Normalmente l’allevamento ittico di Flambro è alimentato dall’acqua di risorgiva della Roggia Cusana, caratterizzata da una temperatura di 12-13°C ed una portata costante durante tutte le stagioni. La Roggia proviene dall’affioramento in questa zona dalla falda freatica del bacino del Tagliamento, per poi ricongiungersi successivamente più a sud nel fiume Stella. Essa a pieno regime, da concessione, alimenta l’impianto con 100 lt al sec., mentre in questo momento a causa della siccità non si riesce a derivare una sola goccia d’acqua. Pertanto, l’impianto è costretto a lavorare esclusivamente con pozzi freatici e artesiani, che tuttavia hanno una portata ridotta al minimo storico e riescono a fornire all’impianto meno di 100 litri al sec. rispetto ai correnti 300 litri al sec. La causa di questa riduzione è altresì dovuta anche al malfunzionamento dei pozzi. Di quelli artesiani su tre ne sta lavorando solo uno, mentre di quelli freatici uno è collassato e ne lavorano soltanto due. Una carenza idrica iniziata troppo presto che sta destando forti preoccupazioni. L’augurio dei gestori dell’allevamento è di poter ricaricare l’impianto al più presto per poter partire con la produzione di uova in inverno.

[l.f]

 

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