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giovedì, 7 Luglio 2022

Gonars: a tu per tu con la Testuggine palustre

20.03.2022 – 09.30 – La Bassa friulana è caratterizzata, a partire dalla linea delle risorgive, da suoli freschi e profondi di natura limosa ed argillosa che favoriscono il ristagno superficiale delle acque. Una tipologia di terreno che incide sulla biodiversità sia per quanto riguarda la vegetazione, sia per la presenza di una determinata specie animali. Nonostante l’area sia stata fortemente antropizzata, sopravvivono ancora residui del bosco planiziale che, con la presenza di acqua dolce, boschetti di Salici, Ontani e Pioppi, prati umidi, torbiere, e canneti rappresenta il territorio ideale di un gran numero di specie di uccelli acquatici come la Gallinella d’acqua, il Tuffetto, la Garzetta, il Germano reale ed altre specie di aironi e di anatre selvatiche. Tuttavia, è tra i rettili che si trovano gli esemplari più curiosi ed emblematici. Tra questi la regina indiscussa è la Testuggine palustre (Emys orbicularis). Le sue abitudini sono tipiche delle testuggini acquatiche, predilige acque ferme o a lento decorso, ma non disdegna l’ambiente terrestre. Di fatto nel periodo invernale sverna sia sul fondo degli stagni, sia a terra. La colorazione vivace, simile a quella di una salamandra, salta agli occhi per il colore nerastro del carapace risaltato da striature o punteggiature di un giallo accesso. E’ una specie longeva che può arrivare fino ai trent’anni. Da un punto di vista della grandezza la femmina non supera i 20 cm di lunghezza, mentre i maschi sono leggermente più piccoli. Il famoso detto sei lento come una tartaruga si addice, non solo al suo passo, ma anche alla sua fase di crescita che avviene in tempi molto lunghi. Contrariamente all’immagine stereotipata che la vede mangiare lattuga, è un rettile carnivoro che si nutre di invertebrati e piccoli vertebrati (pesci, anfibi). Nella Bassa friulana, essendo ormai considerata a livello mondiale dalla Red list IUCN una specie in via d’estinzione, se si è fortunati la si può incontrare nella Zona Speciale di Conservazione Paludi di Gonars, un sito protetto che conserva ancora resti del paesaggio di risorgiva.

È inutile rimarcare che il maggior pericolo d’estinzione di questa specie sia dovuto all’azione dell’uomo, ma esistono anche altri fattori che contribuiscono alla sua progressiva scomparsa. A livello di ordine naturale, essendo ormai una specie ridotta, la colpa è da imputarsi a mammiferi o a particolari specie di uccelli, come gli aironi, che si cibano dei piccoli. Mentre da un punto di vista di squilibrio naturale, oltre a quello umano, è di particolare rilevanza l’introduzione di specie alloctone come le tartarughe palustri americane, una delle specie invasive più pericolose per la biodiversità locale. Queste non solo possono entrare in competizione con le testuggini palustri locali, ed intaccare pesantemente le risorse trofiche, ma anche diventare veicolo di potenziali vettori di infezioni.

[l.f]

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