16.06.26 – 12.00 – L’intelligenza artificiale come strumento per raccontare il territorio, preparare il turista prima della partenza e valorizzare patrimoni culturali, paesaggi e tradizioni. Ma con una condizione: mantenere al centro l’esperienza umana. È il messaggio emerso dal convegno inaugurale della XIV Borsa Internazionale del Turismo Culturale e dell’Agroalimentare Mirabilia, ospitata a Udine Esposizioni, dove oltre cento buyer internazionali e più di 300 imprese italiane del turismo e dell’agroalimentare hanno dato vita a una fitta agenda di incontri d’affari.
L’evento è organizzato in Friuli Venezia Giulia dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine con il coordinamento di Isnart – Istituto nazionale di ricerche turistiche, il supporto di Unioncamere e la collaborazione di PromoTurismoFVG.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Udine Esposizioni Antonio Di Piazza, che ha sottolineato il ruolo del quartiere fieristico come sede di manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale. Al centro del confronto si è subito imposto il tema della trasformazione digitale applicata alla promozione turistica, affiancato alla necessità di conservare identità, memoria e autenticità dei territori.
Il presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine Giovanni Da Pozzo ha evidenziato come le nuove tecnologie rappresentino una risorsa importante purché siano inserite in percorsi capaci di coinvolgere le giovani generazioni senza perdere il valore dell’esperienza diretta. Una riflessione condivisa dal presidente di Unioncamere Andrea Prete, che ha richiamato il patrimonio storico e gastronomico italiano come elemento distintivo dell’identità nazionale.
La presidente di Isnart Loretta Credaro ha invece ricordato il peso del patrimonio culturale nelle scelte dei visitatori, sottolineando come i dati raccolti dall’istituto di ricerca rappresentino uno strumento utile per orientare le strategie delle imprese turistiche.
A chiudere la parte istituzionale è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo Sergio Emidio Bini, che ha rivendicato la crescita della visibilità internazionale del Friuli Venezia Giulia e l’importanza della collaborazione tra territori e soggetti economici per rafforzare la promozione regionale.
Uno dei temi più discussi è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie nella valorizzazione dei siti culturali e naturalistici. Roberto Corciulo, presidente della Fondazione Aquileia, ha spiegato come realtà virtuale e strumenti digitali consentano di preparare i visitatori prima ancora del loro arrivo, soprattutto nei mercati internazionali.
Secondo Doris Zaccaria di The Vortex, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle nuove generazioni per pianificare i viaggi impone un ripensamento delle modalità con cui territori e attrazioni vengono raccontati online. Graziano Danelin, direttore del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, ha però ricordato che la tecnologia deve restare al servizio dell’autenticità dei luoghi e della loro conservazione nel tempo.
Un richiamo alla prudenza è arrivato da Andrea Granelli, presidente di Kanso, che ha definito l’intelligenza artificiale uno strumento dalle grandi potenzialità ma che richiede competenze culturali e capacità critica per essere utilizzato correttamente.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Collegata in videoconferenza, la direttrice de La Cucina Italiana Maddalena Fossati Dondero ha definito il riconoscimento un segnale importante per l’immagine del Paese e per la capacità delle diverse realtà italiane di lavorare insieme.
Sul fronte economico, il presidente dell’Agenzia Ice – Istituto per il commercio con l’estero Matteo Zoppas ha ricordato che l’export italiano ha raggiunto i 643 miliardi di euro, di cui 72 miliardi legati all’agroalimentare. Secondo Zoppas, il riconoscimento Unesco può diventare un ulteriore strumento di promozione per le imprese italiane sui mercati internazionali.
Il dibattito ha affrontato inoltre il tema dell’artigianato e dei mestieri tradizionali come fattore di sviluppo economico e turistico. Paolo Colombo dell’Università Cattolica ha invitato a superare una visione nostalgica dell’artigianato, mentre Alessandro Rinaldi del Centro Studi Tagliacarne ha ribadito il legame tra investimenti culturali, crescita economica e attrattività del Paese.
Tra gli esempi presentati quello degli “scarpets” illustrato da Aurelia Bubisutti, direttrice del Museo Gortani di Tolmezzo, un progetto nato per recuperare una tradizione che rischiava di scomparire e che ha generato nuove opportunità imprenditoriali. Massimo Giordano, per la Regione Friuli Venezia Giulia, ha ricordato l’incremento degli aiuti regionali destinati all’artigianato negli ultimi anni.
La giornata si è conclusa con il passaggio del testimone alla Camera di Commercio di Bari, che ospiterà l’edizione 2027 della manifestazione. Nel frattempo proseguono a Udine gli incontri tra operatori italiani e buyer provenienti dai principali mercati internazionali, che continueranno anche nella giornata di mercoledì prima della chiusura dell’evento.


