09.02.26 – 10.00 – Un Teatro Nuovo Giovanni da Udine gremito ha fatto da cornice, sabato 7 febbraio, al concerto inaugurale del nuovo anno accademico del Conservatorio “Jacopo Tomadini”. Un appuntamento che ha unito valore simbolico e qualità musicale, portando sul palco oltre 90 giovani musicisti affiancati dai loro docenti e segnando il debutto ufficiale dell’Orchestra del Dipartimento di Musica Antica.
La serata, presentata dalla giornalista Luana De Francisco, ha rappresentato un momento significativo nel percorso dell’istituzione udinese, reduce dalle celebrazioni per il centenario della fondazione e già proiettata verso una nuova ricorrenza storica: i duecento anni dalla nascita della prima scuola pubblica di musica in città, istituita nel 1826 come Società Filarmonico Drammatica Udinese. A portare i saluti istituzionali sono intervenuti il presidente del Conservatorio, Guglielmo Pelizzo, e il direttore Beppino Delle Vedove.
Ad aprire il programma è stato il Concerto Brandeburghese n. 3 di Johann Sebastian Bach, affidato all’Ensemble d’Archi del Dipartimento di Musica Antica. Undici musicisti – nove studenti e due professori – hanno restituito una lettura intensa e rigorosa della partitura, impreziosita dalla cadenza del secondo movimento elaborata da Simone Milesi. Un’esecuzione che ha dato forma concreta all’identità del Dipartimento, istituito nel 2022 e progressivamente arricchito con insegnamenti dedicati agli strumenti storici e al repertorio barocco, classico e preromantico.
Accanto all’ensemble di Musica Antica, sul palco è salita anche l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, diretta da Pietro Semenzato e composta da circa 80 elementi tra studenti e docenti. Il programma ha spaziato tra epoche e stili, a partire dal Concertino da camera per sassofono e orchestra di Jacques Ibert, interpretato con brillantezza dal solista Cesare Travagin. È seguito il Concerto in Fa maggiore op. 75 di Carl Maria von Weber, uno dei capisaldi del repertorio per fagotto, con Samuel Enore Peressutti impegnato in una prova di grande solidità tecnica ed espressiva.
Ampio spazio anche al grande repertorio romantico con il Concerto per violino op. 77 di Johannes Brahms, affidato alla solista Hanna Schmidt, protagonista di un dialogo serrato e virtuosistico con l’orchestra, e con la Moldava di Bedřich Smetana, poema sinfonico tra i più noti del compositore boemo, che ha chiuso il concerto con una narrazione musicale di forte suggestione.
L’inaugurazione ha dato il via a un anno accademico che si preannuncia particolarmente ricco, con oltre cento produzioni musicali gratuite aperte alla cittadinanza. Il Conservatorio Tomadini, che oggi conta più di 450 studenti e un corpo docente di 86 professori, conferma così il proprio ruolo di riferimento nel panorama musicale nazionale, valorizzando al tempo stesso la formazione dei giovani e il legame con il territorio. In apertura di serata non è mancato anche un breve saluto della Regione, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso un’istituzione che continua a investire su qualità, ricerca e divulgazione musicale.


