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mercoledì, 6 Luglio 2022

Piano Prevenzione Salute: rinviati pareri III Commissione

04.02.2022 – 07.10 – Un documento di quasi 500 pagine, definito dai consiglieri regionali “approfondito, corposo, dettagliato e a tal punto complesso” da richiedere ai componenti della III Commissione alcuni giorni supplementari per procedere a un’attenta valutazione, prima di concentrarsi sulla formulazione di un parere. Slitta dunque a una prossima convocazione (prevista, comunque, entro una decina di giorni) della III Commissione permanentepresieduta da Ivo Moras (Lega) e riunita in modalità telematica, la prevista espressione dei suoi componenti in merito alla deliberazione della Giunta regionale 2023 del 30 dicembre scorso, dedicata all’approvazione preliminare del “Piano regionale della Prevenzione 2021- 25“. Il via libera alla modifica dei programmi ha trovato il benestare del vicegovernatore Fvg con delega alla SaluteRiccardo Riccardi, che si è pertanto limitato a seguire l’illustrazione dei contenuti del fascicolo attraverso le parole dei rappresentanti tecnici degli uffici, rimandando il suo intervento alla prossima seduta commissariale. La modifica all’ordine dei lavori era stata richiesta e ottenuta in precedenza da Roberto Cosolini (Pd), che aveva manifestato “l’opportunità di approfondire i particolari e, senza alcun fine ostruzionistico, poter così alla fine addivenire a un parere realmente meditato”.

Dopo un minuto di raccoglimento iniziale, proposto da Andrea Ussai (M5S) e accolto dal presidente Moras, per ricordare il giovanissimo Lorenzo Parelli (deceduto a causa di un incidente durante uno stage aziendale di alternanza scuola-lavoro), le attività sui contenuti del Prp hanno richiesto l’utilizzo di una lunga serie di slide esplicative. Sono stati anche specificati gli iter realizzativi, le evoluzioni temporali (condizionate anche dall’epidemia da Coronavirus) e i vincoli rigidamente imposti dalle normative nazionali. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome del 6 agosto 2020 aveva infatti sancito l’intesa concernente il Piano nazionale della Prevenzione (Pnp) 2020-25 che definisce gli obiettivi di prevenzione primaria e secondaria, nonché gli interventi di educazione e di promozione della salute. Su queste basi, le Regioni si erano impegnate a recepirlo, condividendone visione, principi e struttura, adottando quindi entro il 31 dicembre 2021 un definitivo Prp, dopo le eventuali modifiche o integrazioni richieste a livello ministeriale.

I concetti chiave riguardano la tutela della salute a 360° e in tutte le sue forme, agendo sui determinanti, sull’equità e sul contrasto alle diseguaglianze, fermo restando il ruolo cruciale della promozione della salute e della prevenzione, nonché la centralità della persona. Dai concetti chiave (rimodulare e potenziare gli interventi basati su reti integrate, attuazione dei livelli essenziali di assistenza con il coinvolgimento delle comunità, l’individuazione di obiettivi comuni e un approccio che prevede l’accompagnamento per tutto il corso della vita e in tutti i contesti con azioni supportare da efficacia e sostenibilità, investendo in formazione e comunicazione), ci si richiama una serie di azioni e indicatori da realizzarsi nei prossimi 5 anni e valutati annualmente dal ministero. Sono previsti un coordinatore e un referente regionali, nonché gruppi di lavoro regionali con referenti nelle Aziende sanitarie, scendendo a cascata verso ulteriori gruppi.

Sei i macrobiettivi (dalle malattie croniche non trasmissibili alle malattie infettive prioritarie) per una serie di linee strategiche di intervento che uniscono i programmi predefiniti (10) a quelli regionali (6), individuati in base alle caratteristiche del territorio. Entrando nello specifico, il Profilo di salute ed equità del Fvg (utile per poter agire con più evidenza dove necessario) evidenzia una speranza di vita elevata (81,3 anni per gli uomini, 85,8 per le donne), ma non necessariamente in buona salute. Per quanto concerne lo stile di vita di bambini e giovani, il rischio di obesità aumenta con il diminuire dell’indice di scolarità delle madri e con una proporzione di 3-4 volte più alta in caso di genitori obesi. Bene, in tal senso, i valori legati alla sedentarietà rispetto la media nazionale, mentre tra gli 11 e i 15 anni viene valutata anche l’incidenza di fumo e alcool. Tra i 18 e i 69 anni sovrappeso e obesità sono comunque al di sotto della media nazionale.

In Fvg le malattie croniche provocano l’86% dei decessi e il 77% del carico di malattia. Vengono anche indicati i principali fattori di rischio mortalità prematura e il tasso di mortalità per incidenti stradali (5,9 contro il 5,3 medio nazionale) con valori più elevati nelle province di Udine (7,7) e Pordenone (6,5). In quanto a screening oncologici, emerge un’alta copertura: primi in Italia sul fronte mammografico, secondi su quello cervicale e terzi su quello colonrettale. Grande attenzione anche agli infortuni sul lavoro denunciati e riconosciuti, nonché alle malattie professionali. A livello vaccinale extra Covid, l’aumento di quello antinfluenzale evidenzia i frutti del lavoro svolto negli ultimi anni. Infine, i programmi predefiniti del Prp Fvg passano attraverso le scuole, le comunità attive, i luoghi di lavoro, le dipendenze, la sicurezza, la prevenzione, il trittico ambiente-clima-salute e il contrasto dell’antimicrobico-resistenza. Importanti i termini trasversalità e intersettorialità anche nell’ambito dei 6 programmi liberi: screening oncologici, alimentazione-salute-sostenibilità, screening cardiovascolare e prescrizione attività fisica, investimento in salute nei primi 1.000 giorni di vita, miglioramento della sorveglianza e della prevenzione delle malattie infettive, nonché odontoiatria pubblica.

Numerose le richieste di approfondimento avanzate dai consiglieri, iniziando dal leghista Antonio Lippolis che si è soffermato su prevenzione dell’Alzheimer e garanzia di autosufficienza motoria per gli anziani. Il pentastellato Ussai ha auspicato la massima inclusione nei gruppi di lavoro per tutti i professionisti e gli operatori, chiedendo attenzione anche per l’educativa di strada e il tema ambiente-clima-salute “per il quale serve un Tavolo attivo non solo in caso di emergenze, ma forte di una regia stabile: serve una riorganizzazione e io stesso ho depositato un progetto di legge in proposito”. La civica Simona Liguori ha portato l’attenzione “sulla disponibilità numerica di personale sanitario. Ogni forma di collaborazione risulta strategica e gli interlocutori vanno allargati a tutti coloro che operano nelle comunità degli enti locali, compresi gli ambiti del volontariato e del Terzo settore”. La collega dem Mariagrazia Santoro (Pd), dal canto suo, ha espresso la necessità di valutare “l’impatto del Covid su questo Piano che, mi pare, si assesta su dati ante 2019. Mi domando anche con quali gambe potrà marciare, visti i dipartimenti provati dai due anni di pandemia e dalla diminuzione del personale”. Ilaria Dal Zovo (M5S) ha allargato il campo anche “ad autolesionismo e tentativi di suicidio tra i giovani, disturbi alimentari, violenza sulle donne e discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale”. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), infine, pur apprezzando il lavoro svolto ha lamentato il fatto che “non si comprende bene, alla luce di queste pagine, come agire nel concreto. I documenti, infatti, devono essere utili per capire in quale direzione intervenire. Prima o poi sarà necessario chiudere il cerchio e, partendo da queste analisi, intraprendere le azioni necessarie”.

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