Gibelli: con “Setemane” la Filologica rilancia lingua friulana

03.05.2021-13.09 – “Dobbiamo essere grati alla Società filologica friulana per il lavoro prezioso di ricucitura che tesse promuovendo la Settimana della cultura friulana con l’obiettivo di rilanciare la marilenghe. Quest’anno il calendario è ricco di eventi e di sorprese e speriamo sia l’ultima volta in cui saremo costretti a fruirne a distanza, senza la possibilità di fare festa e di godere degli incontri in presenza”.

Così l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, è intervenuta alla conferenza stampa di presentazione dell’ottava edizione della “Setemane de culture furlane” promossa dalla Società filologica friulana, con il supporto della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Per l’assessore la presentazione della manifestazione è stata anche l’occasione per proporre una riflessione sull’utilizzo della lingua friulana.

“Spesso non si è consapevoli del bello che ci circonda che è arricchimento dello spirito. Una bellezza che comprende anche l’uso delle lingue e delle diverse parlate – ha notato Ginbelli -; tra le tante colpe della mia generazione c’è anche quella di non avere tramandato la lingua locale ai nostri figli, come invece avevano fatto le generazioni precedenti. Abbiamo perso un pezzo della nostra cultura per strada e ricominciare ora è difficile. Percepisco però un rinnovato movimento attorno alla lingua friulana, fatto di eventi, approfondimenti e conoscenza e di questo molto merito va alla Filologica”, ha chiosato l’assessore.

La settimana della cultura friulana, che in realtà si snoderà in una decina di giorni tra il 6 e il 16 maggio, si propone di approfondire aspetti della storia, della cultura e dell’identità friulana attraverso il contributo di diverse forme artistiche ed eventi culturali. Per il presidente della Società filologica friulana, Federico Vicario, che ha presentato il programma, l’obiettivo della rassegna è coltivare la polifonia delle nostre voci e la pluralità della cultura locale. Aspetti che si colgono nell’eclettismo del calendario, la maggior parte del quale propone appuntamenti online che potranno essere seguiti sulle piattaforme web più comuni, per limitare i rischi legati alla pandemia. In questa edizione verranno richiamate l’opera e il contributo di idee di personalità importanti per la cultura friulana tra cui lo scenografo Nicola Benois, l’architetto Marcello D’Olivo, il cuoco Gianni Cosetti, il vescovo Antonio Feruglio, la pittrice Dora Bassi, l’arcivescovo Giovanni Costantini, lo scultore Giovanni Antonio Pilacorte, il botanico Giuseppe Carlo Cernazai. Verranno tratteggiati anche esperienze di realtà quali l’Academiuta di Casarsa e i 75 anni della pubblicazione La Patrie dal Friûl, passando inoltre attraverso la musica e la pittura, il racconto della prima rete ferroviaria in Friuli e le carte antiche, la storia dei preti isontini internati nel 1915 e il costume popolare.

Nel calendario sono incluse una serie di passeggiate, organizzate dall’Ecomuseo regionale delle Dolomiti friulane Lis Aganis, adatte a tutte le età e volte alla conoscenza del patrimonio culturale e delle bellezze del paesaggio tra Cimolais, Clauzetto, Colle di Alba, Frisanco, Maniago, Montereale Valcellina, Polcenigo, Sarone di Caneva. Tra gli spettacoli da segnalare “Gorizia nascosta. Le voci del silenzio”, un percorso nei luoghi legati alla cultura ebraica, dall’antico ghetto al cimitero Valdirose di Nova Gorica in forma di spettacolo itinerante a cura del Cta-Centro teatro animazione e figure. Chiuderà la rassegna la lettura scenica di Tra lûs e scûr (Çurçuvint) drammaturgia originale in friulano di Carlo Tolazzi che ricostruisce la storia degli alpini fucilati a Cercivento, interpretata da Alessandro Maione, Filippo Quezel e Massimo Somaglino. Il programma completo con i dettagli di ciascun appuntamento sono consultabili sul sito www.setemane.it