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giovedì, 18 Giugno 2026

Arrestato un cittadino afghano per reingresso illegale. In estate 68 espulsioni disposte dalla Questura

22.10.25 – 13.00 – La Polizia di Stato di Udine ha arrestato un cittadino afghano di 23 anni per reingresso illegale in Italia. Il giovane, già destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal Prefetto di Imperia, era rientrato nel territorio nazionale nonostante il divieto di ingresso in Italia e negli altri Paesi dell’area Schengen per tre anni.

L’arresto è avvenuto lunedì 20 ottobre nell’ambito delle attività di controllo disposte dalla Questura di Udine per la prevenzione della microcriminalità e il contrasto dell’immigrazione irregolare. Dopo la convalida del fermo, e considerata la volontà espressa dal giovane di presentare richiesta di protezione internazionale, l’Autorità giudiziaria ha disposto la sua immediata liberazione.

L’intervento si inserisce in un più ampio piano di azione condotto dall’Ufficio Immigrazione della Questura, che durante l’estate ha intensificato le attività di controllo e di esecuzione dei provvedimenti di espulsione.

Da giugno a settembre l’Ufficio ha dato seguito a 68 espulsioni dal territorio nazionale, emesse dal Prefetto di Udine o dalla Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale. Nel dettaglio, il Questore ha adottato 22 ordini di allontanamento e 14 ordini di accompagnamento nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR).

In altri 14 casi è stata applicata una misura alternativa, consistente nel trattenimento del passaporto e nell’obbligo di presentazione periodica in Questura, in vista del rimpatrio. Sono stati inoltre 18 i rimpatri effettivamente eseguiti, tre dei quali attraverso la formula del rimpatrio volontario assistito, che consente ai cittadini di Paesi terzi di rientrare nel proprio Paese con il supporto di un percorso individuale di consulenza, assistenza logistica e reinserimento socio-economico.

Durante lo stesso periodo, l’Ufficio Immigrazione ha disposto anche l’accompagnamento in un centro di permanenza per due richiedenti asilo ritenuti socialmente pericolosi e ha deferito all’Autorità giudiziaria dieci persone per violazione delle misure alternative al rimpatrio.

Sul fronte amministrativo, nei mesi estivi sono stati rilasciati oltre 3.800 permessi di soggiorno, mentre 55 sono stati i provvedimenti di revoca o diniego, accompagnati da ordini di allontanamento o da misure finalizzate alla loro esecuzione.

L’attività dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Udine prosegue in un contesto di costante collaborazione con le autorità prefettizie e giudiziarie, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle normative in materia di soggiorno e la tutela della sicurezza del territorio provinciale.

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