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giovedì, 18 Giugno 2026

Coldiretti Fvg, il presidente Figelj: “dazi USA al 15% un passo avanti, ma non basta”

28.07.25 – 18.00 – «Un passo avanti, ma non può bastare». Martin Figelj, presidente regionale della Coldiretti Fvg, non si accontenta di un accordo pur migliorativo con gli Stati Uniti sul fronte dei dazi. «Rispetto all’ipotesi di salire al 30% – osserva –, il 15% è ovviamente una buona notizia, ma per settori chiave dell’economia regionale, come vino e formaggi, servirebbe scendere almeno al 10%, vale a dire la situazione attuale. Ne va della tenuta del sistema produttivo».

Figelj rilancia anche le parole del presidente nazionale della Coldiretti, Ettore Prandini, che precisa che i dazi al 30% avrebbero causato danni fino a 2,3 miliardi di euro per i consumatori americani e per il made in Italy agroalimentare, ma avverte che «il nuovo assetto tariffario avrà impatti differenziati tra i settori e deve essere accompagnato da compensazioni europee per le filiere penalizzate anche considerando la svalutazione del dollaro. Dobbiamo aspettare di capire bene i termini dell’accordo – aggiunge Prandini – e soprattutto di leggere la lista dei prodotti agroalimentari a dazio zero sui quali ci auguriamo che la Commissione Ue lavori per far rientrare, ad esempio, il vino che altrimenti sarebbe pesantemente penalizzato».

«Abbiamo sempre spinto per un accordo e per superare l’incertezza che stava creando danni seri alle nostre imprese. Gli Stati Uniti restano un mercato fondamentale, dove dobbiamo proteggere i consumatori dalle imitazioni del falso made in Italy – dichiara a sua volta il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo –. In un mercato già invaso da prodotti come il parmesan o il romano cheese made in Usa, dobbiamo portare avanti un’azione strutturale per promuovere il made in Italy autentico e contrastare l’italian sounding, che negli Stati Uniti provoca ogni anno perdite stimate in oltre 40 miliardi di euro».

 

 

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