09.06.26 – 12.00 – CAFC – Consorzio per l’Acquedotto del Friuli Centrale chiude il 2025 con investimenti in crescita e risultati economici positivi. L’assemblea della società ha approvato nei giorni scorsi il bilancio del primo esercizio successivo alla fusione per incorporazione di Hydrogea, evidenziando un aumento delle risorse destinate alle infrastrutture idriche e un rafforzamento degli indicatori patrimoniali e finanziari.
Nel corso del 2025 gli investimenti hanno raggiunto i 57 milioni di euro, con un incremento di 13 milioni rispetto all’anno precedente. Le risorse sono state destinate al potenziamento e all’ammodernamento delle reti e dei servizi sul territorio friulano, nell’ambito di una strategia orientata allo sviluppo delle infrastrutture del servizio idrico.
Il presidente di CAFC, Salvatore Benigno, ha sottolineato come il bilancio confermi un andamento favorevole della società, con risultati in miglioramento rispetto al 2024. Secondo Benigno, la crescita dimensionale rappresenta uno strumento utile per affrontare le trasformazioni che interessano il settore dei servizi pubblici, tra innovazione tecnologica, transizione energetica, digitalizzazione e adeguamento alle normative ambientali nazionali ed europee.
Dal punto di vista economico, il 2025 si è chiuso con ricavi pari a 71,6 milioni di euro, in aumento di 10,6 milioni rispetto all’esercizio precedente. Il margine operativo lordo ha raggiunto 31,7 milioni di euro, pari al 44 per cento dei ricavi, mentre l’utile netto si è attestato a 7 milioni di euro. La società ha deciso di destinare integralmente tale risultato agli investimenti sul territorio servito.
In crescita anche il patrimonio netto, che sale a 120,4 milioni di euro, con un incremento di 10,6 milioni rispetto al 2024. La posizione finanziaria netta si attesta a meno 15,8 milioni di euro, con disponibilità liquide superiori al debito oneroso.
L’integrazione con Hydrogea ha ampliato ulteriormente il perimetro operativo della società. Oggi CAFC conta 156 soci e serve una popolazione di circa 643 mila abitanti su un’area di 6 mila chilometri quadrati, pari a circa il 76 per cento del territorio regionale.
Benigno ha evidenziato come l’operazione abbia creato un gestore pubblico di dimensioni più ampie, orientato ad aumentare la capacità di investimento e a superare la frammentazione delle gestioni locali. Tra il 2023 e il 2026 gli investimenti programmati risultano quasi raddoppiati, con una crescita di circa 27 milioni di euro, pari al 90 per cento.
Tra gli obiettivi indicati dalla società ci sono il mantenimento di tariffe contenute per gli utenti, il miglioramento della qualità del servizio e il sostegno allo sviluppo sostenibile dei territori. Lo sguardo è rivolto anche al futuro, con l’ipotesi di un’evoluzione verso un modello multiutility che possa affiancare al servizio idrico anche la gestione dei rifiuti.


