21.3 C
Udine
martedì, 7 Luglio 2026

50° del terremoto, il presidente della Repubblica e la presidente del Consiglio a Gemona

07.05.26 – 11.00 – Gemona del Friuli al centro della memoria nazionale nel giorno del cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976. Una giornata di commemorazione, riflessione e riconoscimento istituzionale ha riunito in Friuli le più alte cariche dello Stato per ricordare una tragedia che provocò quasi mille vittime, oltre 3 mila feriti e più di 100 mila sfollati.

Alle celebrazioni ufficiali hanno partecipato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al presidente della Regione Massimiliano Fedriga, al sindaco di Gemona Roberto Revelant e ai rappresentanti delle istituzioni civili e militari.

La giornata si è aperta al cimitero di Gemona, dove Mattarella ha deposto una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime del sisma. Successivamente il Capo dello Stato ha preso parte alla seduta straordinaria del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia al Cinema Teatro Sociale.

Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato il valore della prevenzione e della memoria, sottolineando che non basta limitarsi a ridurre gli effetti delle catastrofi naturali, ma serve lavorare per prevenirle “per quanto possibile”. Il presidente della Repubblica ha ricordato come proprio dal Friuli sia nato un modello di risposta civile e istituzionale che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per il Paese.

Mattarella ha parlato della forza delle comunità friulane dopo la tragedia dell’“Orcolat”, la scossa di magnitudo 6.4 che devastò il territorio il 6 maggio 1976 e che tornò a colpire nei mesi successivi. Ha ricordato i comuni più colpiti, da Gemona a Venzone, da Osoppo a Majano, fino a Forgaria, Trasaghis e Tarcento, evidenziando come il dolore abbia attraversato ogni famiglia friulana e sia rimasto nella memoria collettiva dell’intera nazione.

Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha voluto ricordare anche il lavoro svolto da soccorritori, volontari, militari e vigili del fuoco nelle ore successive al terremoto. Un patrimonio civile e morale che, secondo Mattarella, continua ancora oggi a rappresentare uno degli elementi più forti dell’identità italiana nei momenti di emergenza.

Anche Giorgia Meloni ha dedicato il suo intervento al valore della ricostruzione friulana e al ruolo delle amministrazioni locali, dei sindaci e del volontariato. La presidente del Consiglio ha definito il “Modello Friuli” il miglior esempio di ricostruzione post-sismica realizzato in Italia, ricordando come le comunità locali abbiano scelto di ricostruire “dov’era e com’era”, mantenendo vivo il legame con il territorio e con la propria identità.

Meloni ha richiamato la figura di Giuseppe Zamberletti, commissario straordinario per l’emergenza dopo il terremoto, considerato uno dei fondatori del moderno sistema di Protezione civile. La premier ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra Stato, Regione e Comuni e il ruolo centrale affidato ai sindaci nella gestione della ricostruzione.

Nel passaggio finale del suo intervento, Meloni ha ricordato la leggenda dell’Orcolat e la tradizione friulana che attribuisce alle farfalle la capacità di fermarne la furia. Un’immagine scelta per rappresentare la reazione delle popolazioni colpite, capaci di rialzarsi dopo la devastazione con spirito di sacrificio e senso di comunità.

Tra i momenti più intensi della giornata anche il sorvolo delle Frecce Tricolori sopra Gemona e i rintocchi delle campane alle 21, ora esatta della scossa del 1976. Le celebrazioni si sono concluse al Museo civico Palazzo Elti, dove Mattarella ha visitato la mostra dedicata al terremoto attraverso le pagine storiche del Messaggero Veneto, che quest’anno celebra gli 80 anni dalla fondazione.

 

Ultime notizie

Dello stesso autore