06.07.26 – 10.00 – Un controllo della Guardia di Finanza effettuato a Latisana, nei pressi di Lignano Sabbiadoro, ha dato il via all’operazione “King George”, che ha consentito di smantellare un’organizzazione criminale transnazionale italo-albanese attiva nel traffico di sostanze stupefacenti tra Lombardia, Liguria, Toscana e, durante la stagione estiva, anche lungo la costa adriatica del Nord-Est.
L’indagine è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia, con la collaborazione del Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.
Le investigazioni sono partite dall’arresto di due corrieri trovati in possesso di due chilogrammi di marijuana a Latisana. Da quell’episodio gli investigatori hanno ricostruito la struttura dell’organizzazione, composta prevalentemente da cittadini albanesi con basi logistiche distribuite nelle province di Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo riforniva le tradizionali piazze di spaccio lombarde ma, nei mesi estivi, estendeva l’attività anche a numerose località turistiche dell’Alto Adriatico, tra cui Sistiana, Grado, Latisana, Lignano Sabbiadoro, Bibione, Jesolo e Caorle, distribuendo droga nei pressi di discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive.
Per evitare di essere individuati, gli appartenenti all’organizzazione utilizzavano piattaforme di comunicazione criptate, cambiavano frequentemente telefoni, schede Sim e automobili. Gli approvvigionamenti di cocaina, marijuana e hashish avvenivano attraverso consolidate rotte balcaniche, grazie alla collaborazione tra gruppi criminali italiani e albanesi.
Nel corso delle indagini è stata inoltre scoperta una serra nella campagna pavese destinata alla produzione di marijuana. La droga veniva inizialmente nascosta in appartamenti e garage intestati a prestanome incensurati e successivamente distribuita attraverso una rete di corrieri, chiamati nel gergo “cavallini”, incaricati di consegnare le dosi ai pusher. Tra questi figuravano anche giovani albanesi fatti arrivare temporaneamente in Italia e sostituiti periodicamente per ridurre il rischio di identificazione.
L’attività investigativa ha portato al sequestro di 70,5 chilogrammi di marijuana, 21 chilogrammi di cocaina, una pistola Beretta con matricola abrasa, un’Alfa Romeo Stelvio modificata per il trasporto della droga e all’arresto in flagranza di sette persone.
Al termine dell’inchiesta, il giudice per le indagini preliminari di Milano ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri componenti dell’organizzazione. Sono inoltre state eseguite perquisizioni nei confronti di 33 indagati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, produzione e detenzione di droga, ricettazione, riciclaggio e detenzione di armi clandestine.
Parallelamente all’indagine sul narcotraffico, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste hanno ricostruito il patrimonio accumulato dagli indagati grazie ai proventi illeciti. L’attività ha permesso di quantificare guadagni per circa 1,1 milioni di euro, portando al sequestro preventivo di immobili, autovetture, gioielli, denaro contante e disponibilità finanziarie.
Nel corso delle ultime perquisizioni è stato inoltre arrestato un altro indagato trovato in possesso di armi clandestine. I militari hanno sequestrato ulteriori 7,2 chilogrammi di marijuana già confezionata, due pistole con matricola abrasa, dieci armi bianche, orologi di lusso Rolex e denaro contante in euro e valuta estera.
Come previsto dalla normativa vigente, la Guardia di Finanza ricorda che tutti gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.


