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venerdì, 3 Luglio 2026

Ecco i primi 32 Resilience officer formati dall’Università di Udine per affrontare le emergenz

03.07.26 – 11.00 – Diplomati i primi 32 Resilience officer, professionisti specializzati nella gestione delle emergenze ambientali, territoriali e socio-economiche, formati dall’Università di Udine in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia.

Gli attestati di partecipazione sono stati consegnati ieri, giovedì 2 luglio, a Palazzo Fantoni di Gemona del Friuli, al termine del primo corso intensivo organizzato dalla Scuola laboratoriale di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile (Uniud ResilHub).

Il percorso formativo, della durata di 40 ore distribuite in cinque giornate residenziali, è stato progettato per sviluppare competenze trasversali nella gestione delle situazioni di crisi, favorendo il coordinamento tra i diversi enti coinvolti nelle emergenze, la lettura integrata dei rischi e la capacità di individuare strategie di adattamento in base alle caratteristiche dei territori.

Alla cerimonia hanno preso parte il rettore dell’Università di Udine, Angelo Montanari, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, il sindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant, il direttore centrale della Protezione civile regionale Amedeo Aristei, il delegato dell’ateneo per il polo di Gemona Andrea Cafarelli e il direttore di Uniud ResilHub Stefano Grimaz.

La figura del Resilience officer unisce competenze tecniche, strategiche e organizzative con l’obiettivo di garantire la continuità operativa durante le emergenze. Tra i compiti previsti figurano l’analisi delle vulnerabilità delle infrastrutture, il supporto ai processi decisionali attraverso sistemi informativi avanzati, la pianificazione di strategie di adattamento e il coordinamento tra gestori dei servizi essenziali e sistema di protezione civile.

«L’Ateneo, in stretta sinergia con la Regione, si conferma pioniere nella formazione di profili strategici per il nostro futuro», ha affermato il rettore Angelo Montanari, sottolineando come questi professionisti rappresentino «una risposta concreta» alle emergenze sempre più complesse.

Secondo Stefano Grimaz, direttore della Scuola, il corso ha fornito ai partecipanti gli strumenti necessari per comprendere la complessità delle crisi moderne e affrontarle con un approccio sistemico, costruendo soluzioni adeguate ai diversi contesti territoriali.

L’assessore Riccardo Riccardi ha invece posto l’accento sul valore delle relazioni costruite durante il percorso formativo. «Uno dei fattori vincenti di questo corso sono le relazioni di fiducia e confidenza che si sono create fra i nuovi Resilience officer», ha osservato, evidenziando come questo aspetto sia fondamentale quando il tempo a disposizione per affrontare un’emergenza è limitato. Ha inoltre invitato i partecipanti a trasferire questa esperienza negli ambienti professionali in cui operano.

Per il sindaco Roberto Revelant il corso rappresenta «uno dei germogli più importanti» del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, ricordando la scelta di Gemona come sede della prima edizione e auspicando che la città possa ospitare anche le prossime.

I 32 partecipanti provengono da realtà molto diverse, tra cui Protezione civile regionale, Vigili del fuoco, prefetture, amministrazione regionale, società autostradali, aziende del trasporto pubblico, ferrovie, gestori della rete ferroviaria, società di distribuzione dell’energia elettrica, enti di decentramento regionale, aziende del servizio idrico integrato, Capitanerie di porto, gestori della rete stradale e delle infrastrutture digitali.

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