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giovedì, 18 Giugno 2026

Confcommercio Fvg: fiducia in calo tra le imprese del terziario, pesano tensioni geopolitiche e costi

10.03.26 – 12.00 – Il clima di fiducia che aveva accompagnato la chiusura del 2025 per le imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia mostra oggi i primi segnali di raffreddamento. A incidere è soprattutto il ritorno di forti tensioni sul piano internazionale. È quanto emerge dall’Osservatorio congiunturale di Confcommercio Fvg relativo al quarto trimestre 2025, illustrato nella sede di Confcommercio Pordenone dal direttore scientifico di Format Research Pierluigi Ascani. All’incontro erano presenti il presidente regionale Gianluca Madriz e i presidenti delle associazioni territoriali.

L’instabilità internazionale pesa sulle aspettative

Il nuovo scenario geopolitico ha avuto un impatto immediato sul sentiment delle imprese. L’indicatore di fiducia sull’andamento della propria attività registra un calo di due punti, passando da 55 a 53. Il valore resta comunque sopra la soglia che indica espansione.

Cresce invece la quota di imprese che prevede un peggioramento della propria attività: dal 20% rilevato il 25 febbraio al 23% del 9 marzo. Sul fronte dei ricavi l’indicatore scende da 52 a 50, mentre la percentuale di chi teme un calo del fatturato rimane stabile al 23%.

Il segnale più preoccupante arriva però dal lato dei costi. Se a fine febbraio il 33% delle imprese temeva rincari da parte dei fornitori, oggi questa quota potrebbe aver raggiunto il 50%. L’indicatore relativo ai prezzi è infatti sceso da 35 a 25 su una scala da 0 a 100.

«In un contesto internazionale tornato improvvisamente instabile – osserva il presidente di Confcommercio Fvg Gianluca Madriz insieme ai presidenti territoriali Fabio Pillon per Pordenone, Antonio Paoletti per Trieste e al vicepresidente di Udine Antonio Dalla Mora – il sistema imprenditoriale regionale mostra comunque una certa capacità di tenuta, pur consapevole delle incertezze legate a possibili escalation militari e a nuove tensioni sui mercati energetici».

Credito e investimenti meglio della media italiana

Su altri fronti il Friuli Venezia Giulia presenta però indicatori più positivi rispetto alla media nazionale. Nel quarto trimestre del 2025 il 63% delle imprese del terziario che ha richiesto credito ha ottenuto l’intero importo domandato, mentre a livello nazionale la percentuale si ferma al 49%.

Anche le prospettive sulla capacità di far fronte al fabbisogno finanziario appaiono leggermente in miglioramento nei primi mesi del 2026.

Per quanto riguarda gli investimenti, il 38,5% delle imprese regionali dei settori commercio, turismo e servizi ha richiesto credito per sostenere nuovi progetti, contro il 27,8% registrato nel resto del Paese. Diminuisce inoltre il ricorso ai finanziamenti legato a difficoltà economiche: la quota passa dall’11% del trimestre precedente all’8,5%.

Giovani e lavoro nel terziario, attrattività ancora limitata

L’indagine dedica uno spazio specifico anche al rapporto tra i giovani e il settore terziario. I risultati evidenziano un’attrattività ancora debole.

Secondo le imprese intervistate, circa un terzo dei giovani considera il terziario interessante solo se inserito in contesti capaci di valorizzare competenze e talenti. Un ulteriore 34% ritiene che venga percepito come un’esperienza lavorativa temporanea, mentre il 33% lo associa a condizioni di precarietà e scarse prospettive, soprattutto nel turismo.

Tra gli aspetti che possono rendere il settore più attrattivo emergono un ambiente di lavoro dinamico e inclusivo, opportunità di formazione continua e reali possibilità di crescita professionale. A pesare negativamente restano invece le retribuzioni giudicate poco competitive e la difficoltà di conciliare lavoro e vita privata, spesso legata a orari lunghi o poco flessibili.

Solo una parte limitata delle imprese ha avviato iniziative specifiche per attirare e trattenere giovani lavoratori. Tra le soluzioni considerate più efficaci figurano incentivi fiscali e contributivi per le assunzioni, programmi di formazione strutturati realizzati insieme a scuole e università e strumenti di welfare aziendale più sviluppati.

«Rendere il terziario più attrattivo per i giovani – concludono i vertici regionali di Confcommercio – non riguarda soltanto l’occupazione, ma rappresenta una scelta strategica per il futuro economico del Friuli Venezia Giulia».

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