06.01.26 – 17.00 – È morto la mattina del 6 gennaio 2026, all’ospedale di Udine, Gianpaolo Tosel, storico magistrato friulano ed ex giudice sportivo della Serie A. Aveva 85 anni. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio in città e nel mondo delle istituzioni, della magistratura e dello sport, dove il suo nome resta legato a stagioni complesse e decisive.
Nato a Udine il 26 ottobre 1940, Tosel si laureò in Giurisprudenza nel 1965 ed entrò subito in magistratura. Per oltre trent’anni svolse la propria attività quasi interamente nel territorio friulano, ricoprendo a lungo il ruolo di sostituto procuratore a Udine. Nel 1989 venne nominato procuratore capo, incarico che mantenne fino al 2000, dopo una breve esperienza a Venezia come sostituto procuratore generale.
Il suo nome è indissolubilmente legato ad alcune delle più importanti inchieste giudiziarie del Nordest. Fu pubblico ministero nel maxi-processo celebrato nell’aula bunker di Mestre contro le colonne veneta e friulana delle Brigate Rosse, responsabili del sequestro e dell’uccisione di Giuseppe Taliercio, dirigente Montedison rapito nel 1981 e assassinato a Tarcento. Anni segnati dalla lotta al terrorismo, affrontata con determinazione e coraggio investigativo. Centrale fu anche il suo ruolo nell’operazione che portò allo sventato sequestro dell’industriale Roberto Snaidero: grazie a un infiltrato e a un’azione congiunta con i reparti speciali dei Carabinieri, venne inscenato un finto sequestro che si concluse con uno scontro a fuoco, la morte di tre banditi e l’arresto degli altri componenti della banda, ponendo fine a una lunga stagione di rapimenti.
Lasciata la magistratura nel 2000, Tosel non abbandonò l’impegno pubblico. Ricoprì, tra gli altri, l’incarico di difensore civico regionale del Friuli Venezia Giulia e fu chiamato a far parte degli organi di giustizia sportiva della Figc, entrando prima nell’ufficio inchieste e nella Commissione disciplinare.
Dal 2007 al 2016 fu giudice sportivo della Lega Nazionale Professionisti Serie A. Un ruolo che lo rese noto anche al grande pubblico, per decisioni spesso rigorose su squalifiche, sanzioni disciplinari e utilizzo della prova televisiva. La sua linea, definita da molti “di pugno fermo”, fu talvolta oggetto di discussione, ma generalmente riconosciuta come coerente con un forte senso delle regole e della legalità.
Numerosi i messaggi di cordoglio. Il Comune di Udine ha espresso la propria vicinanza alla famiglia, ricordando Tosel come una figura autorevole della magistratura italiana. «La scomparsa di Gianpaolo Tosel è una notizia che colpisce profondamente l’intera comunità civile che nel senso di giustizia crede e trova il suo fondamento più solido», ha dichiarato il vicesindaco Alessandro Venanzi. «Nel corso della sua lunga carriera ha servito lo Stato con altissimo senso delle istituzioni, distinguendosi in procedimenti di grande rilevanza per il nostro Paese. Il suo contributo alla difesa della legalità e dello Stato di diritto resterà un patrimonio prezioso per tutta la città di Udine».
Gianpaolo Tosel lascia la moglie Cecilia, i figli Federica, Filippo e Alessandro e la nipotina Maria Vittoria.


