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giovedì, 18 Giugno 2026

Terremoto del Friuli, l’Arcidiocesi di Udine ricorda i 50 anni con celebrazioni, convegni e una mostra

23.12.25 – 10.00 – Nel 2026 ricorreranno i cinquant’anni dal terremoto che tra maggio e settembre del 1976 segnò in modo indelebile il Friuli, causando 990 vittime e la distruzione di interi paesi. A mezzo secolo di distanza, l’Arcidiocesi di Udine ha scelto di ricordare quell’evento non solo come momento di memoria, ma anche come occasione di riflessione sul valore della solidarietà e della ricostruzione, racchiusi nello slogan rimasto sui muri della pedemontana friulana: «Il Friuli ringrazia e non dimentica».

Il programma delle iniziative, che accompagneranno l’intero anno 2026, è stato presentato martedì 23 dicembre in Curia a Udine. Il calendario si articola in celebrazioni, convegni, mostre e proposte pastorali rivolte alle comunità di oggi, comprese le nuove generazioni.

Il momento centrale delle commemorazioni sarà domenica 3 maggio, nel fine settimana che precede il 6 maggio, data simbolo del sisma. Alla caserma Goi-Pantanali di Gemona si terrà una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi, insieme all’arcivescovo di Udine Riccardo Lamba. Parteciperanno i vescovi e i delegati delle 67 diocesi italiane che nel 1976 si gemellarono con altrettanti comuni del territorio diocesano; considerando anche la Destra Tagliamento, i gemellaggi attivati furono complessivamente 81.

Accanto al momento celebrativo, l’Arcidiocesi promuove cinque convegni ecclesiali tra febbraio e ottobre 2026. Il primo, il 15 febbraio, coinciderà con il Convegno annuale dei catechisti, ospitato al polo universitario di via Tomadini a Udine, e affronterà il tema della tragedia e della rinascita dal punto di vista biblico e pastorale. Seguiranno incontri dedicati al ruolo delle comunità nel post-sisma di ieri e di oggi (15 marzo), ai cinquant’anni della Caritas diocesana (2 maggio), alla ricostruzione dell’edilizia ecclesiale e alle sue funzioni attuali (13 settembre) e, infine, al ruolo dei presbiteri e del vescovo negli anni del terremoto a confronto con il presente (25 ottobre).

Nel cartellone rientra anche la mostra «L’anima ricostruita», allestita da aprile a luglio 2026 nella chiesa di Sant’Antonio abate a Udine. Il percorso espositivo, articolato in quattro sezioni, accompagnerà i visitatori sui luoghi del sisma e in particolare nelle chiese distrutte e poi ricostruite, attraverso fotografie, reperti e ricostruzioni tridimensionali.

Per sostenere le comunità a cinquant’anni dall’esperienza della ricostruzione, l’Arcidiocesi predisporrà inoltre un sussidio pastorale e alcune proposte celebrative. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai più giovani: il percorso quaresimale del 2026, curato dall’Ufficio catechistico diocesano insieme alla Pastorale giovanile e al Centro missionario, sarà dedicato proprio alla memoria del terremoto, per trasmetterne il significato anche a chi non lo ha vissuto.

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