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giovedì, 18 Giugno 2026

Udine avvia il primo tavolo europeo SONAR-Cities per la comunicazione inclusiva nelle emergenze

09.12.25 – 14.00 – Udine si prepara a diventare un punto di riferimento europeo nella gestione delle emergenze attraverso il progetto triennale SONAR-CITIES, finanziato dal programma Horizon dell’Unione Europea. Giovedì 11 dicembre, negli spazi dell’Università di Udine, si terrà il primo tavolo di co-progettazione dedicato allo sviluppo di strumenti comunicativi inclusivi e accessibili, pensati per raggiungere in modo efficace tutta la popolazione in caso di crisi.

L’obiettivo è rafforzare la capacità delle città europee di affrontare emergenze e disastri mettendo al centro non solo la dimensione tecnica, ma anche il coinvolgimento attivo di cittadini e comunità vulnerabili. Il tavolo riunirà per la prima volta istituzioni chiave – tra cui Protezione Civile FVG, Prefettura, Comune, Vigili del Fuoco e Croce Rossa – insieme a realtà che supportano persone fragili come Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, Caritas e associazioni impegnate su autismo e disabilità.

Durante l’incontro verranno analizzate criticità e bisogni prioritari per migliorare l’accessibilità delle informazioni in situazioni di emergenza e aumentare la consapevolezza del rischio. Un percorso ritenuto particolarmente significativo anche in vista del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976, che continua a rappresentare un richiamo alla necessità di investire nella prevenzione e nella collaborazione tra istituzioni e cittadini.

«La preparazione al rischio non può esaurirsi in un lavoro tecnico svolto esclusivamente nei contesti istituzionali», ha spiegato Manuela Farinosi, docente dell’Università di Udine e responsabile scientifica per l’Italia del progetto. «Per essere davvero efficace deve valorizzare le conoscenze delle comunità, l’esperienza diretta delle persone vulnerabili e il contributo di chi opera quotidianamente sul territorio».

Coordinato dall’Istituto Pasteur di Parigi, SONAR-CITIES coinvolge sei città europee – Udine, Lubiana, Groningen, Stoccolma, Vienna e Zagabria – con l’obiettivo di passare da un modello “per i cittadini” a uno “con i cittadini”, attraverso processi di partecipazione diretta.

Il percorso friulano prevede cinque incontri tra dicembre 2025 e giugno 2027. I lavori serviranno a sviluppare soluzioni concrete: piani personalizzati di preparazione al rischio, linee guida per una comunicazione davvero inclusiva, sistemi di allerta più accessibili e nuovi programmi formativi rivolti a operatori e comunità.

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