24.11.25 – 11.00 – Una giornata intensa quella di sabato 22 novembre al Centro Balducci di Zugliano, dove don Luigi Ciotti è tornato per un doppio appuntamento dedicato ai temi della solidarietà, della legalità e della giustizia sociale. Gli incontri hanno rappresentato l’appendice del 33° convegno annuale “Mai soli. Un altro mo(n)do possibile”, chiudendo un percorso che ha messo al centro il ruolo della cittadinanza attiva ed al contempo ha voluto celebrare il trentennale di Libera.
Il primo momento si è svolto in mattinata, quando circa 400 studenti degli istituti superiori di Udine hanno affollato gli spazi del Centro di accoglienza Ernesto Balducci. Al centro dell’incontro, dal titolo “Insieme si può: la cultura del noi”, il racconto di esperienze legate al mondo del carcere, con performance teatrali ispirate alle storie delle persone detenute e testimonianze di giovani del Friuli Venezia Giulia impegnati in Libera. A dialogare con don Ciotti c’era Salvatore Inguì, con la moderazione di Francesco Cautero, referente dell’associazione per Udine.
Nel corso del suo intervento, don Ciotti ha invitato gli studenti a riflettere sul valore dell’impegno civile, ricordando un episodio personale legato al 1992, l’anno segnato dalla strage di Capaci. Ha raccontato il suo incontro con Giovanni Falcone durante un corso sulle dipendenze svoltosi proprio in Friuli: “al termine di quella giornata – ha detto don Ciotti – io e Falcone ci siamo dati una stretta di mano e un appuntamento per un caffè che non abbiamo mai più preso insieme”. “Il cambiamento – ha aggiuntorivolgendosi soprattutto ai giovani – non arriva da solo: siamo noi a doverlo costruire, ogni giorno”.
Nel pomeriggio l’attenzione si è spostata sul tema “Sicurezza o crudeltà? La pericolosità di una legge mentre la magistratura è sotto attacco”, un confronto molto partecipato che ha affrontato le implicazioni del decreto sicurezza recentemente divenuto legge.
Dopo l’introduzione di Giuliana Colussi, referente di Libera FVG, sono intervenuti l’ex procuratore capo di Torino Armando Spataro, Salvatore Inguì e lo stesso don Ciotti, con la moderazione del giornalista Gianpaolo Carbonetto. Il dibattito ha messo in luce i rischi di una normativa percepita come rigida e potenzialmente lesiva dei diritti, richiamando la necessità di difendere il ruolo della magistratura e di mantenere aperto il confronto sulla giustizia sociale.
Nel corso della giornata le realtà regionali di Libera hanno illustrato anche la campagna “Fame di Verità e Giustizia in FVG”, richiamando un impegno che va oltre i singoli eventi e che invita la comunità a non distogliere lo sguardo dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze. Un messaggio ripreso anche da don Ciotti, che ha sottolineato come la legalità non sia un concetto astratto, ma un percorso quotidiano fatto di responsabilità, partecipazione e cura degli altri.


