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giovedì, 18 Giugno 2026

Udine il giorno dopo: giornalisti feriti, conta dei danni. Il ritorno alla normalità dopo la partita Italia – Israele

15.10.25 – 10.00 – Una giornata che Udine ricorderà, quella del 14 ottobre, quando allo Stadio Friuli si è svolta la discussa partita Italia – Israele (conclusasi con una netta vittoria dell’Italia) e parallelamente un corteo di protesta contro lo stesso match. Alla fine il bilancio è pesante: scontri fra manifestanti violenti e forze dell’ordine, numerosi contusi, una giornalista ed un giornalista feriti. Quest’ultimo, un collega di Local Team che riprendeva la fase conclusiva del corteo, è stato ricoverato d’urgenza in ospedale per aver riportato un serio trauma cranico.

C’è amarezza per l’epilogo di una manifestazione svoltasi per la gran parte del percorso in modo ordinato e pacifico. Unanime la condanna per gli episodi di violenza, avvenuti ad opera di un centinaio di persone, invano dissuase dagli stessi organizzatori della protesta.

Ai colleghi feriti va la solidarietà della redazione di Udineoggi.

Da Pozzo: vicinanza alle forze dell’ordine, condanna di ogni violenza

Il presidente della Camera di Commercio Pn-Ud e di Confcommercio provinciale di Udine, Giovanni Da Pozzo, rivolge «un sincero ringraziamento al Prefetto e alle forze dell’ordine per quanto fatto con grande professionalità e senso del dovere in una situazione complessa e delicata. Dopo aver garantito lo svolgimento della manifestazione di Udine in condizioni di totale sicurezza per cittadini e partecipanti lungo il percorso, si è creato a fine corteo un clima di inaccettabile violenza per la presenza di frange di facinorosi che nulla hanno a che fare con la volontà di manifestare pacificamente. Persone che andranno perseguite sia per i danni provocati alla città che per la rappresentazione di azioni e toni fuori dalle regole della convivenza civile. Un plauso agli agenti e ai loro rappresentanti per quanto fatto in condizioni difficilissime nel corso di questa giornata, rovinata dai purtroppo soliti provocatori».

Ferma condanna del sindacato di Polizia

Il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) ha condannato con fermezza gli episodi di violenza avvenuti a Udine in occasione della partita Italia–Israele, definendo “inaccettabili” i comportamenti di chi, sotto la bandiera del pacifismo, mette a rischio la sicurezza pubblica.

Pur riconoscendo il diritto di manifestare come principio fondamentale, il SAP sottolinea che questo non può tradursi in azioni violente o distruttive, equiparandole a veri e propri atti di criminalità. Il sindacato ribadisce inoltre il diritto degli operatori di Polizia a rientrare a casa “sani e salvi” dopo il servizio e chiede tolleranza zero verso chi aggredisce le forze dell’ordine o devasta le città.

Secondo il SAP, è necessario che gli organizzatori delle proteste isolino i soggetti violenti e che la legge colpisca con rigore i responsabili di tali atti. Lo sport – afferma il sindacato – rappresenta valori come il rispetto e la fratellanza, che nulla hanno a che vedere con “azioni di guerra urbana nel nome della pace”.

Il SAP chiede inoltre norme più incisive per garantire la sicurezza durante i servizi di ordine pubblico, proponendo di ampliare l’uso di barriere e idranti, di creare aree di sicurezza tra manifestanti e agenti, e di migliorare le dotazioni protettive. “La civiltà di un Paese – conclude – si misura anche dal modo in cui sceglie di manifestare”.

 

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