07.10.25 – 11.00 – Con l’arrivo dell’autunno torna puntuale l’allarme legato alle intossicazioni da funghi. Gli Ispettorati Micologici delle Aziende Sanitarie della Regione segnalano un aumento preoccupante dei casi: soltanto negli ultimi mesi si sono registrati una ventina di accessi al Pronto Soccorso dovuti al consumo di funghi velenosi o mal preparati.
Le cause sono spesso banali ma pericolose. La principale riguarda la somiglianza tra specie commestibili e altre tossiche o addirittura mortali. Colore, forma e dimensione possono cambiare a seconda dell’habitat, dell’età e delle condizioni climatiche, rendendo poco affidabile un riconoscimento basato solo sull’aspetto. Un esempio diffuso è la confusione tra il fungo dell’ulivo (Omphalotus olearius), velenoso, e i galletti o finferli (Cantharellus cibarius), molto apprezzati in cucina.
A complicare le cose vi è anche la cottura: alcune specie, tra cui certe Russule e i cosiddetti “chiodini” (Armillaria mellea), contengono tossine che vengono eliminate solo con tempi di preparazione adeguati. Altre specie, pur commestibili, non devono mai essere consumate crude.
Gli esperti avvertono inoltre che molte intossicazioni derivano dall’inesperienza dei raccoglitori, che si affidano a foto trovate in rete, a consigli non qualificati o ad applicazioni per smartphone. Proprio queste ultime sono indicate come una delle principali cause di identificazioni sbagliate.
La raccolta di funghi è una tradizione radicata nel territorio regionale e, per tutelare la salute dei cittadini, la normativa (LR 25/2017) prevede l’obbligo di un’autorizzazione rilasciata dagli Ispettorati Micologici dopo un apposito esame. Anche le modalità di trasporto sono regolamentate: è vietato l’uso di sacchetti di nylon, che accelerano la macerazione. I funghi vanno riposti in contenitori rigidi e ben aerati.
Come raccogliere funghi in sicurezza
Per evitare rischi è fondamentale rivolgersi agli Ispettorati Micologici delle Aziende Sanitarie, che offrono gratuitamente il servizio di identificazione delle specie raccolte.
Chi desidera avvicinarsi in modo corretto al mondo della micologia può inoltre contare sui numerosi gruppi presenti in Friuli Venezia Giulia, una ventina in tutto, riuniti nella Federazione dei Gruppi Micologici regionali. Queste realtà organizzano ogni anno corsi propedeutici al rilascio del cosiddetto “patentino” per la raccolta dei funghi, strumento indispensabile per un’attività tanto affascinante quanto delicata.


