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giovedì, 18 Giugno 2026

A Udine la grande retrospettiva di Guido Guidi “Col Tempo” inaugura a Casa Cavazzini

29.09.25 – 10.00 – È stata inaugurata sabato 27 settembre a Casa Cavazzini la mostra “Col Tempo”, la più ampia retrospettiva mai dedicata a Guido Guidi, uno dei maestri della fotografia italiana e internazionale. L’esposizione, curata da Simona Antonacci, Pippo Ciorra e Antonello Frongia del MAXXI, sarà visitabile fino al 6 gennaio 2026 e raccoglie circa 400 opere, tra inediti e materiali d’archivio.

All’apertura erano presenti il sindaco Alberto Felice De Toni, l’assessore comunale alla Cultura Federico Pirone e il vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia con delega alla cultura Mario Anzil.

Il percorso, ordinato cronologicamente, accompagna il visitatore attraverso oltre sessant’anni di ricerca fotografica, dagli esordi negli anni Sessanta alle opere più recenti. Particolare attenzione è riservata al rapporto di Guidi con l’architettura – in primo luogo con la Tomba Brion di Carlo Scarpa – e al ruolo dell’archivio come vero e proprio laboratorio creativo. Accanto alle fotografie trovano spazio manoscritti, quaderni di lavoro, libri e un progetto video multicanale firmato dal regista Alessandro Toscano.

Il sindaco De Toni ha sottolineato la continuità del percorso espositivo dei Civici Musei, che dopo Berengo Gardin e Jodice accolgono ora un’altra grande figura della fotografia. «Col Tempo – ha detto – invita a cogliere i mutamenti che si celano tra uno scatto e l’altro, restituendo uno sguardo complessivo sul reale».

Per l’assessore Pirone, la mostra «offre a Udine un’occasione unica di confronto con un artista capace di leggere paesaggio, architettura e quotidianità con uno sguardo originale», rafforzando il dialogo con grandi istituzioni nazionali come il MAXXI.

Anche l’assessore regionale Anzil ha rimarcato il legame di Guidi con il Friuli Venezia Giulia: «La sua opera restituisce l’identità del nostro territorio nei dettagli, trasformandoli in racconto collettivo e memoria condivisa».

Antonacci, Ciorra e Frongia hanno descritto la retrospettiva come un lavoro di rilettura completa dell’opera di Guidi, costruito a partire dall’“officina cesenate” del fotografo. «La sua ricerca – hanno ricordato – da quasi settant’anni interroga in maniera originale il rapporto tra immagine e tempo, tra fotografia e cambiamento».

Con “Col Tempo”, Udine diventa così tappa centrale di un percorso espositivo che riafferma l’importanza della fotografia come strumento di osservazione, memoria e trasformazione del presente.

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