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giovedì, 18 Giugno 2026

Industria udinese, segnali di ripresa nel secondo trimestre ma alcuni comparti soffrono

29.08.25 – 12.00 – Il settore manifatturiero della provincia di Udine mostra segni di resilienza nel secondo trimestre del 2025, con una produzione industriale in crescita dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. È quanto emerge dall’indagine congiunturale condotta dall’Ufficio Studi di Confindustria Udine, presentata il 27 agosto.

Nonostante il miglioramento congiunturale, il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia ancora una contrazione del 2,4%, riflettendo le difficoltà del contesto macroeconomico internazionale caratterizzato da volatilità della domanda e incertezza geopolitica.

Anche le vendite registrano un andamento positivo su base trimestrale (+2%), mentre su base annua si allineano alla produzione con un calo del 2,4%. L’utilizzo medio degli impianti si attesta al 77%, in miglioramento rispetto al 75,2% del primo trimestre e al 73,2% del quarto trimestre 2024, segnalando una maggiore intensità produttiva.

Sul fronte occupazionale si registra stabilità con una leggera crescita congiunturale dello 0,5%, confermando la tenuta del mercato del lavoro manifatturiero locale.

L’analisi per comparto rivela dinamiche eterogenee. Tra i settori che hanno contribuito maggiormente alla crescita trimestrale spiccano l’alimentare (+4,3%), la gomma e plastica (+5,0%) e il legno-arredo (+3,9%). La meccanica, settore trainante dell’economia provinciale, registra un +2,9% congiunturale.

In controtendenza il comparto della carta (-9,1% congiunturale), quello dei materiali da costruzione (-10,1%) e la chimica (-2,5%). Da segnalare che alcune performance positive sono legate anche ad acquisti anticipati delle imprese in vista dell’introduzione di nuovi dazi.

Le aspettative imprenditoriali restano improntate alla prudenza: il 68% delle imprese prevede stabilità dei livelli produttivi nei prossimi mesi, il 22% si attende un’espansione e solo il 10% ipotizza una contrazione.

Le principali preoccupazioni riguardano l’evoluzione del commercio internazionale, in particolare verso il mercato statunitense, secondo sbocco commerciale della provincia dopo la Germania. Le imprese esportatrici verso gli USA si trovano di fronte al difficile equilibrio tra assorbimento dei costi attraverso la compressione dei margini e l’adeguamento dei prezzi, con il rischio di perdere quote di mercato.

“Stiamo affrontando una lunga serie di sfide complesse e interconnesse”, commenta Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine. “Viviamo un’epoca di transizioni simultanee: geopolitica, energetica, climatica, tecnologica, demografica. Tuttavia, le prospettive economiche globali mostrano anche opportunità”.

Il presidente sottolinea come la resilienza dimostrata dalle imprese locali in questi anni, grazie agli investimenti in innovazione, sostenibilità e formazione, stia rafforzando la competitività nel medio termine.

Pozzo evidenzia inoltre la necessità di un maggiore supporto da parte del settore pubblico e l’urgenza di una politica industriale europea in grado di sostenere la competitività del sistema produttivo di fronte alle sfide delle superpotenze mondiali.

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