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giovedì, 18 Giugno 2026

Malattia Blue Tongue degli ovocaprini, Confagricoltura chiede interventi. Il virus anche in Friuli

21.08.25 – 12.00 – In Friuli Venezia Giulia si sta registrando una diffusione del virus della Blue Tongue, che sta colpendo soprattutto gli allevamenti ovini. Sono stati confermati diversi focolai nella provincia di Udine, in particolare nelle Valli del Natisone. Da più parti è stato sollecitato un intervento urgente da parte della Regione per erogare indennizzi agli allevatori colpiti.

Il virus della Blue Tongue colpisce principalmente gli ovini, causando febbre alta e mortalità, ed è trasmesso dalle zanzare del genere Culicoides. Sebbene l’impatto principale sia sugli agnelli, anche i bovini possono essere infettati, di solito con sintomi meno gravi. La variante virale più diffusa è la BTV-8. Va precisato che il virus non è trasmissibile all’uomo e non comporta rischi per la sicurezza alimentare, ma comporta gravi conseguenze economiche per gli allevatori.

La situazione regionale si inserisce in un aumento dei casi su scala nazionale, con un picco nei mesi estivi del 2025, che ha coinvolto soprattutto il centro Italia, ma anche il Friuli Venezia Giulia e altre Regioni.

Secondo un’elaborazione dei dati ufficiali condotta da Confagricoltura, i focolai attivi da inizio anno hanno già raggiunto quota 768, di cui oltre 600 concentrati solo negli ultimi due mesi: 273 a giugno e 362 a luglio. Numeri preoccupanti se confrontati con quelli dello stesso periodo del 2024, quando i focolai erano stati meno di 100.

Ad oggi – stima Confagricoltura – sono circa 160.000 gli animali coinvolti, per la stragrande maggioranza ovini, con oltre 6.000 capi ammalati e 3.600 decessi. Le regioni più colpite nel 2025 sono quelle del Centro Italia – in particolare Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – mentre lo scorso anno la maggior parte dei casi si era concentrata in Sardegna e nel Nord Italia.

La diffusione della malattia, così diversa almeno geograficamente rispetto allo scorso anno, richiede un intervento urgente e coordinato delle istituzioni, a tutela del patrimonio zootecnico nazionale e delle imprese colpite.

“Alla luce della situazione – commenta Angela Saba, presidente della FNP Allevamenti Ovicaprini di Confagricoltura – chiediamo alle Istituzioni di mettere in campo misure di coordinamento su tutto il territorio nazionale. A partire da piani di vaccinazione mirati e con copertura di tutti i costi a carico degli allevatori e di tutti sierotipi circolanti. Sarebbe necessario, poi, dar vita immediatamente ad interventi di prevenzione e sostegno per le spese effettuate per l’acquisto e l’utilizzo di repellenti contro gli insetti vettori”.

“Sono senza dubbio da prevedere indennizzi per le perdite dirette e indirette subite dagli allevamenti colpiti, inclusa la mancata produzione e i costi per il ripristino del patrimonio zootecnico”, prosegue Saba.

“Infine, chiediamo l’istituzione di un Fondo nazionale per le malattie animali e vegetali, con una dotazione finanziaria adeguata per intervenire tempestivamente in situazioni di emergenza, come quella attuale e garantire il sostegno agli allevatori su tutto il territorio nazionale”, conclude la presidente della Federazione di prodotto di Confagricoltura.

 

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