15.10.2024 – 08.50 – Accumulo di pus, a sua volta causato da un’infezione, che si presenta a livello della radice, l’ascesso dentale è una delle evenienze più fastidiose, nonché potenzialmente pericolose, che possono riguardare la zona della bocca.
Conseguenza, in molti casi, di una carie non trattata in maniera adeguata – situazione frequente considerando il fatto che, molto spesso, i controlli dal dentista vengono messi in secondo piano – ma anche di patologie in stato avanzato a carico delle gengive, l’ascesso dentale, che può essere pure asintomatico e rilevabile solo in sede di visita – questo non significa che non sia necessario trattarlo con tempestività – richiede un approccio specifico a seconda della situazione e della causa sottostante.
Il paziente deve recarsi tempestivamente a un controllo a fronte di sintomi che vanno dal dolore persistente e con carattere pulsante – questo sintomo può acuirsi in fase di masticazione – al gonfiore a livello della gengiva e della zona attorno al dente. I tempi rapidi sono cruciali per evitare complicanze anche molto gravi, ad esempio la sepsi.
Tra gli approcci risolutivi che possono essere chiamati in causa rientra il drenaggio del pus, utile per alleviare il dolore e sopire l’infiammazione. Nei casi in cui sussiste il rischio di diffusione dell’infezione, il dentista può prescrivere dei farmaci, antibiotici in particolare.
Come si può leggere sul sito dello Studio Dentistico Cozzolino, realtà che si è guadagnata un nome d’eccellenza sia per l’alto livello dei trattamenti, sia per la qualità della divulgazione, l’antibiotico per ascesso dentale più prescritto è l’amoxicillina, indicato anche per i bambini e per le donne che allattano. Un altro antibiotico spesso chiamato in causa contro gli ascessi dentali è l’Augmentin, che contiene anche acido clavulanico.
Importantissimo è evitare il fai da te: un antibiotico non vale l’altro e senza indicazioni sul dosaggio si rischiano effetti collaterali. Inoltre, ed è bene non dimenticarlo dato che si tratta di una delle potenziali emergenze sanitarie dei prossimi decenni, ogni volta che si assume un antibiotico si contribuisce alla crescita dell’antibioticoresistenza.
Se lo si fa senza un’effettiva necessità – l’unico a poter dare un parere in merito è il dentista – le conseguenze possono quindi rivelarsi molto serie.
Tornando con il focus sulle possibili alternative risolutive contro l’ascesso, ricordiamo che, in caso di infezione che coinvolge la radice del dente – ascesso periapicale – il dentista può procedere al trattamento canalare, una procedura che prevede, tra i vari step, la rimozione della porzione di polpa dentale infetta.
In caso di gravi danni al dente, si può valutare la rimozione, indicata soprattutto nell’eventualità di insuccesso del trattamento canalare.
Alla base di tutto dovrebbe sempre esserci la prevenzione, che passa da igiene orale regolare – da non dimenticare sono anche l’attenzione alla spazzolatura corretta dei denti e l’utilizzo del filo interdentale – addio al fumo e alimentazione equilibrata (l’eccesso di carboidrati fermentabili, o FODMAPs, predispone l’insorgenza di carie).
[n.t.k.]


