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mercoledì, 10 Agosto 2022

Wärtsilä un tradimento inaspettato: Fedriga incontra i sindacati

19.07.2022 – 07.30 – Un tradimento inaspettato. Una menzogna troppo grande. Una decisione che lascia l’intera regione nell’incredulità più totale. La nota con la quale Wärtsilä annunciava lo stop della produzione per “rafforzare la competitività e creare una struttura in grado di garantire una crescita futura” non è andata giù proprio a nessuno. In gioco 450 posti di lavoro, per non parlare dell’indotto. La reazione dell’intero Friuli Venezia Giulia è stata furiosa ma c’è anche chi, con un po’ di pragmatismo, ricorda che le prime dismissioni di Wärtsilä risalgono al 2004. Una cosa passata inosservata (non ai sindacati), eppure di valore: talmente piccola da riguardare solamente tre persone, e allo stesso tempo talmente rilevante da un punto di vista strategico visto il coinvolgimento nell’operazione dell’area Information Technology e trasmissione dati. Secondo i piani dell’azienda la nuova destinazione del sito sarebbe quella della vendita, assistenza tecnica, di ricerca e sviluppo.

A cinque giorni dall’annuncio il presidente della regione, Massimiliano Fedriga, è pronto a incontrare le parti sociali. “Da diversi mesi ci sono stati contatti tra le istituzioni italiane, le istituzioni finlandesi e la proprietà dell’azienda, che hanno più volte ribadito non solo la volontà di mantenere gli impianti e le strutture e le produzioni presenti in Italia ma addirittura manifestavano la volontà di volerle ampliare”, spiega. Anche Fedriga, come Giorgetti prima di lui, cita le domande per progetti Pnrr e contratti di sviluppo con il Mise, ribadendo che l’azienda “ha mentito alle istituzioni del suo paese – aggiunge – perché il ministro finlandese e l’ambasciata finlandese avevano più volte ribadito l’intento di voler rimanere e crescere in Italia”. La ferma richiesta del governatore è che venga ritirato il piano di dismissione produttiva nell’impianto di Trieste. 
E comunque non basterebbe perché presidente è furibondo. “Si ritorni a un percorso virtuoso di sviluppo nell’interesse dell’azienda stessa. Io ricordo le importanti relazioni che ci sono tra importantissime realtà produttive italiane – tuona Fedriga – e non ne faccio i nomi, ma mi sembra molto chiaro a chi mi riferisco”. Secondo il governatore sarebbe impossibile per il settore produttivo italiano continuare a prendere parte ad accordi e progetti con Wärtsilä che “risulterebbe assolutamente inaffidabile” aggiunge.

Ieri pomeriggio si è tenuto il tavolo tra il presidente e le rappresentanze sindacali che, oltre al presidio a oltranza davanti ai cancelli dello stabilimento, hanno lanciato per venerdì 22 luglio un picchetto sotto la prefettura di Trieste, in coincidenza con l’incontro della decima commissione della camera dei deputati. Nessun passo indietro, nessuna mediazione al ribasso. La scelta, definita “unilaterale”, di Wärtsilä non può essere portata avanti. Le istituzioni, la Confindustria, i sindacati e tutta la città di Trieste fanno scudo ai lavoratori del polo di Bagnoli.

mb.r

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