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sabato, 21 Maggio 2022

Zoombombing e lo scandalo del cartone porno degli M5S

24.01.2022 – 07.30 – Scandalo durante il convegno sugli Open Data (dati aperti) organizzato dalla senatrice Maria Laura Mantovani e tenuto sulla piattaforma Internet di incontri virtuali Zoom, divenuta celebre (e a volte famigerata) nel corso della pandemia. La riunione era iniziata da poco quando, all’improvviso, uno sconosciuto con un nome “presumibilmente falso” accede alla riunione e, condividendo il suo schermo, trasmette, per quello che sembra un interminabile minuto, una scena di un Hentai: ovvero un cartone animato giapponese pornografico. Il video viene tirato giù, la persona intrusa viene espulsa dalla chiamata e, dopo qualche momento di imbarazzo e sdegno, la riunione riprende. Come è stato possibile ciò? La senatrice pentastellata Mantovani il 15 gennaio 2022 ha condiviso un post pubblico su Twitter con tutte le credenziali necessarie per accedere alla riunione; in questo caso quindi è poco probabile che sia stato un pirata informatico ad intromettersi nella chiamata poiché chiunque, dopo la pubblicazione del tweet, avrebbe potuto accedere alla riunione Zoom e senza grosse difficoltà. Il fenomeno dello Zoombombing, ovvero queste intromissioni poco gradevoli in quello che stiamo facendo su Zoom, è diventato alquanto comune dall’inizio della pandemia Covid, che ha reso. anche nella vita di tutti i giorni, necessario l’utilizzo di piattaforme virtuali di incontri per limitare i contagi.
Durante gli ultimi due anni Zoom si è scontrata con diversi problemi di sicurezza e gestione delle informazioni private dei propri utenti; la sua crittografia end-to-end, che è il tipo di sistema di comunicazione che dovrebbe garantire sicurezza e privacy delle informazioni trasmesse in privato tra un utente all’altro, presenta alcune falle che rendono possibile a terze parti, e a Zoom stessa, di venire potenzialmente a conoscenza di dati privati degli utenti. Alcune di queste falle sono state risolte; altre no. Quindi ci poniamo la domanda: ma Zoom è sicuro?

È bene dire che se avete bisogno di Zoom per incontrarvi con i vostri amici e chiacchierare probabilmente non correte nessun rischio; se invece utilizzate lo strumento per chiamate di lavoro e discutere informazioni classificate, non è detto che Zoom si la piattaforma più adatta da utilizzare, e di questo si sta ancora molto parlano. Ecco come rendere più sicure le vostre riunioni Zoom:

  • se non lo aveta già fatto, aggiornate l’applicazione Zoom per accedere alle nuove funzioni di sicurezza;
  • non condividete pubblicamente le informazioni per accedere alle riunioni; mai
  • non utilizzate il vostro identificativo (ID) personale quando create una riunione; usate quello temporaneo che vi verrà fornito da Zoom;
  • scegliete una password specifica per la chiamata, così solo chi ne è in possesso potrà accedere alla riunione;
  • create una Waiting Room, letteralmente una “stanza d’attesa” dove chi ha le credenziali per accedere alla riunione deve comunque aspettare che chi ha organizzato la riunione Zoom permetta l’accesso;
  • selezionate l’opzione che permette solo a chi ospita di condividere lo schermo, e non a chiunque partecipi alla chiamata;
  • Bloccate l’accesso al meeting dopo che sono entrati tutti i partecipanti invitati alla riunione, ciò impedisce ad altre persone che non avete invitato ufficialmente di entrare a loro volta;
  • Ricordatevi che in qualunque momento potete buttare fuori gli intrusi, spegnere le loro telecamere e i loro microfoni;
  • anche nella Chat c’è la possibilità di scegliere chi può mandare messaggi e chi no

Zoom, come molte altre società d’informatica, ha reso disponibile una nuova “security feature”, ovvero una nuova caratteristica di sicurezza che rende molto più difficile ai malintenzionati l’appropriazione illecita di account altrui. Si chiama “autenticazione a due fattori” (Two-factor Authentication) da utilizzare per evitare che qualcuno provi ad accedere al vostro account da un dispositivo dal quale non avete mai utilizzato Zoom; il 2FA consiste nel richiedere una seconda prova (di solito un codice mandato sul vostro cellulare) che siete effettivamente voi a star cercare di entrare nel vostro account zoom. Questo servizio non è automatico, ma dovete bensì attivarlo voi.

di Fiamma Cecovini Amigoni

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