Ritrovamenti al Castello di Udine. Tasselli di un progetto di più grande portata

I risultati delle ricerche daranno linfa al progetto “Archeologia Urbana di Udine”

25.11.2021-13.58 – Gli scavi archeologici condotti in questi giorni nel comprensorio del Castello di Udine ai fini della costruzione dell’ascensore, che da piazza Primo Maggio porterà cittadini e turisti in cima al piazzale sul lato della Casa della Contadinanza, stanno portando alla luce nuovi preziosi tasselli che confermano la ricchezza storica della città. Ricerche i cui risultati confluiranno in un progetto di più ampia portata dal titolo “Archeologia Urbana di Udine”, fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Udine e coordinato dal Museo Archeologico cittadino.

ceramica rinascimento

Dalla competente Soprintendenza apprendiamo che le ricerche di questi giorni hanno permesso di individuare i resti di un poderoso edificio rinascimentale, la cui datazione, da una prima analisi dei reperti ceramici rinvenuti in associazione, sembra risalire all’epoca rinascimentale. Di grande effetto il ritrovamento di due scheletri, un uomo e di una donna in posizione supina, la cui datazione, in mancanza di un corredo, potrebbero rimandare, per ragioni stratigrafiche, al periodo tardoantico o altomedievale. Il condizionale in questo caso è d’obbligo, non solo perché lo scavo è ancora in corso, ma anche perché in questi casi è necessario attendere lo studio approfondito delle strutture antiche scavate e dei reperti archeologici rinvenuti.

Ma questa non è certo la prima volta che Udine restituisce informazioni sulla sua storia ed ogni piccolo elemento che emerge arricchisce un quadro generale che si sta via via chiarendo – spiega la dott.ssa Paola Visentini, responsabile del Museo Archeologico cittadino – e che dà linfa al progetto “Archeologia Urbana a Udine”. Un’operazione di valorizzazione delle fonti archeologiche decisamente innovativa per la città, che ha già conosciuto in questi ultimi anni una grande attenzione per il proprio patrimonio storico e artistico, basti ricordare il preziosissimo restauro della facciata del Castello.

Scavi via Mercatovecchio

I tempi erano decisamente maturi per affrontare un lavoro di revisione delle informazioni archeologiche provenienti dalla città – continua la dott.ssa Visentini – sappiamo infatti che già dalla seconda metà del Settecento gli studiosi si interrogarono sull’antichità di Udine, raccolsero i primi manufatti archeologici, che costituirono il nucleo fondante del Museo cittadino, e probabilmente posero le basi per le ricerche successive, che giunsero a veri e propri interventi di archeologia urbana solo a partire dal 1985 con gli scavi condotti nel sagrato dell’ex chiesa di San Francesco, cui seguirono sempre più frequenti interventi di recupero e scavo in città”.

Il progetto può contare sulla collaborazione di una decina di enti, tra cui la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, l’Archivio di Stato di Udine e le Università di Udine, Padova e Siena e sull’impegno di un gruppo di oltre 30 studiosi coinvolti nella rielaborazione delle diverse fonti disponibili. La virtuosa collaborazione tra studiosi ed enti, che percorre la strada del rigoroso metodo scientifico di elaborazione dei dati – aggiunge la dott.ssa Visentini – può dare infatti un nuovo significato e valore ai luoghi e condurre ad una loro migliore salvaguardia e valorizzazione: luo­ghi sconosciuti e marginali diventano così storicamente centrali e possono essere restituiti con un nuovo valore ai residenti.”

Un lavoro quindi che consentirà non solo di arricchire di contenuti la comunità scientifica, ma cambiando il significato di intere porzioni urbane potrà modificare la percezione del residente e del visitatore. Con questi obiettivi, il Progetto punta anche a fornire uno strumen­to di pianificazione dei sistemi urbani, la costruzione di un sistema GIS flessibile e aggiornabile che possa accogliere informazioni di diversa natura consentirà infatti non solo l’elaborazione dell’enorme quantità di dati raccolta in senso spaziale, ma anche un punto di riferimento operativo per i pianificatori e gli urbanisti.

[l.f]