3 C
Udine
martedì, 25 Gennaio 2022

Trauma psichico e anidride carbonica: il risveglio del dolore

11.11.2021 – 09.00 – Il disturbo post-traumatico da stress può essere trattato con l’uso di anidride carbonica. È il risultato di uno studio condotto da Frontiers in Behavioral Neuroscience, Università di Iowa, e pubblicato in forma di comunicato stampa l’8 novembre scorso.
I ricercatori hanno condotto la ricerca su dei topi, esponendoli per diverse ore ad una certa quantità di anidride carbonica. Per stimolare un ricordo traumatico, i ricercatori hanno poi inculcato nei topi il cattivo ricordo di una serie di segnali sonori liberando delle piccole scariche elettriche tra ciascun segnale; una tecnica di condizionamento psichico abitualmente usata negli esperimenti di neuroscienze. Quando questi segnali venivano riprodotti di nuovo, questa volta senza scosse, i topi recuperavano la memoria traumatica. “Gli studi sperimentali sulla costruzione e la modificazione della memoria hanno usato spesso i topi come organismi modello”, ha dichiarato Rebecca J. Taugher, prima autrice della ricerca. Al termine dell’esperimento, se costretti a recuperare il ricordo dell’esperienza traumatica, i topi esprimevano un’angoscia maggiore. È dunque provato: in certe condizioni, l’anidride carbonica rinforza i ricordi dolorosi. In tutti questi casi, una proteina in particolare risulta determinante nel cervello dei topi. E qui viene la parte interessante: se gli stessi risultati verranno riprodotti usando la proteina corrispondente nel cervello umano, questa proprietà potrebbe aprire a nuovi trattamenti del disturbo da stress post-traumatico.
La ricerca rappresenta un ulteriore tassello che suggerisce come sotto certe condizioni i nostri ricordi diventano labili, suscettibili a modificazione. Sarebbe una svolta per il trattamento dei disturbi psichiatrici che si radicano in un trauma. Uno strappo nell’universo freudiano: la ricerca decodifica il trauma tramite stimoli nervosi e proteine, ammansisce la metafisica del dolore inserendola in un paradigma fisico. A fronte di campi sempre più capaci di quantificare la realtà, la sfida sarà scoprire se e cosa sfugge a questa implacabile uniformità del dato. Una definizione di soggettività è ancora possibile; ma anche questa verrà reinventata dai progressi delle neuroscienze.

di Rossella Marvulli

Ultime notizie

Dello stesso autore