Indagine Gdf stoppa la Cina, lodi della politica FVG a Fiamme Gialle

03.09.2021-08.00 – Un’indagine portata avanti dalla Guardia di Finanza ha portato alla denuncia di sei persone, nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalle Fiamme Gialle sulla acquisizione, da parte di imprenditori cinesi, di una società del pordenonese operante nella fabbricazione di droni a uso militare. Dietro agli acquirenti, stando a quanto appreso dalle indagini operate dalla Finanza, ci sarebbe una società con sede a Hong Kong, alle cui spalle si celerebbe il governo cinese. A destare il sospetto delle Fiamme Gialle, le modalità di perfezionamento dell’operazione (definite “opache” dagli inquirenti), con la tardiva comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero della Difesa.

Sulla vicenda si è espresso anche il mondo politico del Friuli Venezia Giulia, da cui sono arrivate le lodi per l’operazione di indagine compiuta dalla Guardia di Finanza.

Ma non solo. Dalla deputata Sandra Savinocoordinatrice regionale per il Friuli Venezia Giulia di Forza Italia, c’è anche diffidenza verso la superpotenza asiatica: “Ancora una volta i tentacoli cinesi mirano al Friuli Venezia Giulia” dichiara la deputata forzista, che ricorda infatti anche la vicenda legata al Porto di Trieste. L’interesse cinese verso asset italiani non è una novità, anche se, secondo Savino “di recente c’è stato un preoccupante cambio di passo”, dal momento che “gli obiettivi economici (della Cina, nda) vanno di pari passo con quelli geopolitici e addirittura militari”. Savino annuncia quindi: “Ho predisposto un’interrogazione al ministero della Difesa – spiega la deputata azzurra – per avere più informazioni su questa delicata questione e sulle azioni che il governo vuole adottare per far sì che aziende italiane di eccellenza in campo tecnologico non finiscano nelle mani del governo cinese”.

Sulla vicenda vuole vederci chiaro anche il segretario regionale del Partito DemocraticoRenzo Liva: “La vicenda dell’azienda pordenonese acquisita dai cinesi – ha affermato Liva – non può passare come vicenda di routine: né per l’attività svolta in un settore assai delicato e strategico, né per le fattispecie dei reati ipotizzati, né per il Paese con cui sono state intrattenute relazioni societarie e commerciali.”. Per il segretario dem è dunque d’uopo chiarire la vicenda: “Si vada a fondo – chiede Liva – si indaghi con attenzione al fine di escludere ogni possibile zona d’ombra”. Il segretario del PD ha quindi voluto porgere le proprie lodi alla Guardia di Finanza, che ha smascherato l’operazione: “Un plauso sincero agli inquirenti che hanno aperto e accertato fatti i cui esiti giudiziari – conclude – seguiremo con particolare interesse”.

Complimenti per gli inquirenti che sono stati ribaditi anche dalla presidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera dei DeputatiDebora Serracchiani: “Davvero ottimo il lavoro d’indagine della Guardia di Finanza di Pordenone a tutela delle capacità tecnologiche di difesa del nostro Paese” ha affermato l’esponente dem, che ha poi voluto ricordare che “le relazioni con la Cina richiedono di essere mantenute senza timidezza, avendo sempre presente la pulsione espansiva di quel Paese”, in virtù della quale “La vigilanza efficace di tutte le nostre forze di sicurezza, su questo e altri settori strategici, è estremamente importante”.

[e.r]