07.07.2021 – 07.56 – Vittoria soffertissima dell’Italia contro la Spagna. Per la prima volta in questo torneo, gli azzurri non sono mai padroni del campo, anzi soffrono per larghissimi tratti il gioco spagnolo. Ma hanno il merito di non disunirsi mai, di restare compatti e di essere lucidi nei momenti decisivi. E di qualificarsi alla finale di EURO2020, che si giocherà domenica 11 luglio alle 21 a Wembley contro la vincente tra Inghilterra e Danimarca. Non ci sono particolari sorprese di formazione nell’undici di Mancini, con Palmieri sulla sinistra al posto di Spinazzola infortunato. Confermato il centrocampo con Barella, Jorginho e Verratti e Immobile al centro dell’attacco, con Chiesa di nuovo preferito a Berardi. Luis Enrique si affida al 4-3-3 suo marchio di fabbrica, in cui Busquets giostra davanti alla difesa e Oyarzabal è il centro dell’attacco formato da Torres e Olmo.
L’Italia è più contratta rispetto alle gare precedenti, anche se in avvio un paio di palle gol interessanti impensieriscono la retroguardia iberica. La Spagna ha il pallino del gioco, fa girare la palla e arriva anche a creare un paio di pericoli consistenti alla porta azzurra, trovando comunque un ispirato Donnarumma a negare la rete. Gli azzurri sbagliano soprattutto in uscita, perdendo tanti palloni nella ricerca degli attaccanti, vuoi per la buona difesa degli iberici, vuoi per gli errori degli attaccanti, non proprio eccellenti nell’attacco della profondità, vuoi per l’imprecisione dei lanci da dietro. Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, subito dopo un’occasione capitata sui piedi di Palmieri che però non trova la porta.
Anche nella ripresa è la Spagna ad avere il pallino del gioco, anche se rispetto al primo tempo l’Italia sembra più quadrata e anche più precisa nel dare avanti la palla. Ne esce una partita aperta, con le due squadre che, seppur in modo diverso, cercano l’area avversaria: più gioco ragionato per la Spagna, più verticale e senza fronzoli quello azzurro. Su una ripartenza nasce il vantaggio azzurro: Immobile lanciato per l’ennesima volta in profondità viene anticipato da Laporte, ma Chiesa è pronto a raccogliere la sfera e calciarla alle spalle di Simon per l’1-0. La Spagna si arrabbia e la partita si accende, con entrambe le squadre che hanno buone occasioni per segnare. Il primo a coglierla è Morata, che trova l’1-1 all’80’ con un’imbucata centrale. È il gol che trascina la partita ai supplementari, perché dopo il pareggio la Spagna abbassa i ritmi e tira il fiato.
Tutta la stanchezza accumulata nei 90’, si paga nei tempi supplementari, dove la manovra è pressoché assente, i ritmi si abbassano decisamente e le poche azioni sono più frutto di errori avversari che di effettive giocate. E quindi si va ai rigori. Dal dischetto, gli errori di Olmo e Morata sono decisivi per la vittoria azzurra.
[e.r]


