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lunedì, 5 Dicembre 2022

Confcommercio, male i saldi, cala l’impresa, ma Regione FVG resiste alla crisi

17.02.2021 – 16:39 – Si è tenuta questa mattina, presso la sede di Confcommercio Trieste, in Via Mazzini 22, la conferenza stampa di presentazione dello studio  Diario della Crisi in Friuli Venezia Giulia: l’opinione delle imprese del terziario e dei cittadini, realizzato da Confcommercio Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con Format Research, nel quale è stato illustrato, attraverso l’analisi di dati, trend e dinamiche del terziario regionale afferenti al 2020, il devastante impatto sul settore derivante dalla pandemia da coronavirus e dalle relative restrizioni alle attività produttive.

All’evento hanno preso parte l’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini e i Presidenti di Confcommercio FVG e Confcommercio Trieste, Giovanni Da Pozzo e Antonio Paoletti.

Il prolungato periodo di chiusura delle attività economiche ha letteralmente arrestato la ripresa registrata nei mesi estivi del 2020 quando, il settore terziario del Friuli Venezia Giulia aveva ricominciato a correre. Gli imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi, tuttavia, mostrano capacità di resilienza e guardano ancora con fiducia verso il futuro prossimo. Questo è quanto emerge nel sondaggio effettuato da Format Research per la Confcommercio regionale, presentato questa mattina dal Direttore Scientifico Pierluigi Ascani.

“Il livello di fiducia delle imprese del terziario e il livello dei principali indicatori economici, per quanto lontani dai numeri registratisi nel periodo pre-crisi, sono superiori in termini di prestazione ai risultati rilevati in gran parte delle altre Regioni italiane” – hanno osservato i presidenti provinciali di Confcommercio FVG. “Pur in un contesto che rimane di enorme difficoltà, è una reazione che prova la forza dei nostri imprenditori e che riteniamo sia alimentata dai provvedimenti che la giunta ha messo in campo sin dal primo lockdown” – hanno concluso.

Il tessuto imprenditoriale del Friuli-Venezia Giulia:

Nella nostra Regione esistono all’incirca 78.000 imprese; di queste, oltre 50 mila operano nel contesto del terziario. Il 2020, l’anno dell’esplosione del coronavirus, si è chiuso con un numero di neonate imprese di gran lunga più basso rispetto a quello dell’annata precedente (-16%), ma lo stesso è avvenuto con riferimento alle cessazioni di impresa. Il fenomeno di “congelamento” delle chiusure è sintomatico dello stato di profonda incertezza nel quale versano gli operatori del territorio. I ristori erogati in favore delle categorie in difficoltà hanno contribuito a tenere in vita le imprese, comprese quelle che probabilmente avrebbero chiuso ugualmente anche in assenza della crisi. Il saldo delle imprese esistenti in Friuli Venezia Giulia nel 2020 sul 2019 è legato proprio ai ristori recentemente erogati; senza questi ultimi, era stata prevista una perdita di 7.000 operatori. Tuttavia, esistono almeno 2000 imprese potenziali inattive le quali hanno ricevuto i ristori senza beneficiarne in alcun modo.

Il prolungato periodo di chiusura delle attività, infine, spesso avvenuto ad intermittenza, ha annichilito la ripresa della fiducia rilevata quest’estate. Al contempo, passati i mesi estivi, si è assistito ad una nuova inversione di tendenza dell’andamento delle attività delle imprese, preoccupando tutti gli imprenditori del commercio al dettaglio non alimentare e, in particolar modo, quelli operanti nel settore della ristorazione (Bar e Ristoranti, ndr) e del comparto turistico.

Il calo della fiducia è contestualizzato in un quadro di forte ridimensionamento della crescita reale del Paese. Non stupisce, infatti, il sengo meno davanti alla voce dei consumi, i quali, nella nostra Regione, si è concretizzata con un decremento del -12% rispetto al 2019. L’indicatore dei ricavi, nonostante con lo scoppio della crisi abbia perso 11 punti, si mantiene comunque al di sopra della media nazionale. Le limitazioni alle attività disposte nell’ultima parte del 2020, hanno contribuito negativamente alla tendenza, in particolare per specifici settori di attività economica quali turismo (-65%)ristorazione (-55%)dettaglio non alimentare (-40%).

I saldi:

Il commercio al dettaglio non alimentare, inoltre, sta pagando un insoddisfacente andamento delle vendite di prodotti in saldo nel periodo invernale. L’affluenza di clientela nei negozi della nostra Regione, risetto ad un anno fa, è decisamente inferore e il 60% dei commercianti ha dichiarato di aver maturato ricavi ridotti rispetto agli altri anni. Le cause, vanno ritrovate anche nella minore affluenza di turisti e quindi del relativo “Shopping Tourism”.

Occupazione:

Preoccupa poi, lo scenario del mercato del lavoro. L’introduzione di ammortizzatori ha solo in parte limitato l’impatto della crisi sull’occupazione. Le previsioni degli imprenditori sono critiche da qui al 30 Giugno 2021. I dati ufficiali riguardo gli effetti della pandemia sull’occupazione evidenziano una tendenza allarmante. Nel 2020 le nuove assunzoni nel terziario FVG sono calate del 37% rispetto al 2019. Il calo è dovuto in parte al blocco dei licenziamenti, il quale ha inciso ancor di più sui costi fissi. La sospensione al blocco che dovrebbe avvenire nel mese di Marzo 2021, rischia di infliggere un colpo senza precedenti al terziario, riducendo gli organici delle imprese del 15%.

Liquidità e credito:

Nell’ultima parte dello scorso anno, in Regione, si sono allungati i tempi di pagamento dei clienti. La previsione per i primi sei mesi del 2021, tuttavia, è quella di un fiducioso recupero, a differenza di quanto si rileva invece a livello nazionale.

Gestione della crisi da parte del Governo Regionale:

La situazione di crisi in Friuli-Venezia Giulia si presenta meno critica della media nazionale anche in virtù dell’operato del Governo Regionale. L’84% dei cittadini presi a campione giudicano efficacie quanto fatto finora dalla Regione nell’ambito della gestione pandemica (erano l’80% nel 2020, ndr). Al contempo, sono in aumento anche coloro i quali giudicano efficaci i provvedimenti attuati dalla Giunta Fedriga a sostegno dell’economia regionale; è così per il 69% dei cittadini e per l’80% degli imprenditori. I giudizi positivi su quanto fatto di buono dal Governo Regionale targato Fedriga, si rispecchiano sui sondaggi circa le città italiane maggiormente vivibili (quelli del Sole24Ore, ndr) i quali mostrano tre capoluoghi di provincia FVG su 4, nella top 10 delle città con la miglior qualità della vita sull’intero stivale. Un risultato ecclatante, specialmente se contestualizzato in un quadro di inaspettata emergenza come quello dell’ultimo anno.

Il commento di Antonio Paoletti, Presidente di Confcommercio Trieste:

“Questi dati per noi non sono una sorpresa ma confermano quanto apprendiamo ogni giorno dai nostri associati”.

“Il vero dramma adesso sta nel fatto che appena verrà sbloccata la possibilità di eseguire licenziamenti, avremo da un lato aziende che proveranno in tutti i modi a riaprire e aziende che quasi sicuramente non riapriranno, con un conseguente bagno di sangue per quanto riguarda i lavoratori che rimarranno in strada”.

“La Regione FVG è costantemente con noi e ci sta dando grossi aiuti ma tutto questo non basta, in quanto, visto il contesto, c’è bisogno della mano del Governo”.

“E’ necessario mettere in sicurezza tutti i pagamenti di chi non ha potuto aprire per quasi un anno, posticipandoli di 18 mesi e permettere loro di sostenersi e pagare gli stipendi con gli incassi. Se non verrà effettuata una dilazione delle imposte sull’anno e mezzo, vedremo nascere una crisi senza precedenti”.

Il commento dell’Assessore alle Attività Produttive e al Turismo FVG, Sergio Emidio Bini:

“Confrontare i dati del tempo di guerra con quelli del tempo di pace porta sempre a far spiccare sulla carta i segni meno rispetto ai segni positivi, tuttavia, fa piacere notare come la nostra Regione, in un periodo drammatico come questo risulti tra i terriotori italiani che meglio stanno reagendo al contraccolpo”.

“Fa piacere anche notare il favore che il Governo Fedriga sta riscontrando tra cittadini ed imprenditori perchè, credetemi, governare in questo periodo è estremamente complicato, sia per quanto riguarda l’ambito della salute o sia per quanto interessa quello ricoperto dal sottocritto (attività produttive e turismo, ndr). I nostri portafogli non sono infiniti e, per tanto, credo che nei prossimi mesi sarà fondamentale spendere bene i fondi messi a disposizione per la salvaguardia delle varie imprese e di tutti i posti di lavoro. Come? Cercheremo di fare l’esatto contrario di quanto fatto dal Governo fino ad ora. Continueremo a dialogare con le categorie ed elargiremo sussidi in base alle reali esigenze dei richiedenti”.

“Dico una cosa forte, ma la dico con convizione. Dobbiamo salvare tutti i posti di lavoro e non salvare neccessariamente tutte le aziende. I contributi a fondo perduto dati senza criterio non hanno servito e non serviranno realmente al bene del Paese. Dovremo salvaguardare le imprese che in questi difficili momenti hanno la capacità di riprendersi, adeguarsi ai tempi e garantire sviluppo e lavoro”.

“Auspico che con l’avvento di questo nuovo Governo migliori di gran lunga anche la comunicazione Stato-Regioni. Non è possibile che un Presidente di Regione apprenda le decisioni prese dal Governo attraverso gli organi di stampa nazionali e non attraverso comunicazioni istituzionali ufficiali (si riferisce alla notizia circa la chiusura degli impianti sciistici perpetrata nella serata del 14/2/2021, ndr). Gli impenditori non possono andare avanti a suon di “stop and go” e nemmeno organizzare le loro attività di giorno in giorno senza un dovuto preavviso; tutto ciò genera solo malessere e malumore sociale. Mandare avanti un’impresa non è affatto semplice, bisogna pianificare, gestire del personale, sostenere dei costi. Non è possibile guardare al futuro continuando ad agire in questa maniera”.

“Ho la massima fiducia nel Governo Draghi, poichè finalmente è stata messa al comando una figura con credibilità di ambito internazionale che ci permetterà di poterci sedere in prima fila nei confronti con l’Europa e di poter far parte di quella cerchia ristretta di “decisori”. Senza promettere la luna a nessuno credo che con un po’ di fiducia riusciremo ad uscire da questo difficile periodo nel quale stiamo vivendo”.

[g.t]

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