04.05.26 – 12.00 – Una domanda del tutto particolare sarà al centro dell’incontro in programma sabato 9 maggio alle 11.30 alla Torre di Santa Maria (via Zanon 24) di Udine: quante lingue può permettersi una democrazia?
L’evento è promosso dall’ARLeF, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, nell’ambito del festival culturale vicino/lontano, con cui l’Agenzia collabora da oltre un decennio per portare all’attenzione del pubblico la questione del plurilinguismo.
Sul palco si confronteranno quattro voci: Giuseppe Corongiu, scrittore, attivista e studioso della lingua sarda; Carles Duarte i Montserrat (nella foto), poeta e linguista catalano, già segretario generale della Presidenza della Catalogna e autore di una Grammatica storica del catalano; Flavio Santi, scrittore e docente all’Università dell’Insubria, noto per i suoi lavori in prosa e in poesia legati al Friuli; ed Eros Cisilino, presidente dell’ARLeF. A moderare il dibattito sarà la giornalista Marta Rizzi.
Il confronto prenderà le mosse dalle esperienze sul campo di utilizzo del catalano, del friulano e del sardo: lo stato di salute di queste lingue, le politiche di promozione, le pratiche d’uso quotidiano. Al centro del discorso anche le criticità ancora aperte — dalla marginalizzazione nei contesti ufficiali alla difficoltà nella trasmissione di generazione in generazione — insieme alle opportunità offerte dalla pianificazione linguistica e dalle tecnologie digitali.
Sullo sfondo, un’Europa in cui poche lingue occupano gran parte dello spazio pubblico mentre molte altre restano ai margini. La domanda che attraversa l’intero incontro è dunque politica, prima ancora che culturale: può esistere una democrazia senza pluralità linguistica? Per ARLeF, la democrazia linguistica non è solo un principio di tutela delle diversità, ma una condizione indispensabile per una partecipazione piena alla vita pubblica europea.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.


