32.8 C
Udine
giovedì, 18 Giugno 2026

Udine presenta il primo Bilancio di Genere: spesa comunale e politiche per ridurre le disuguaglianze

17.12.25 – 09.00 – Il Comune di Udine ha presentato ieri a Palazzo D’Aronco il primo Bilancio di Genere dall’insediamento dell’attuale amministrazione, uno strumento di analisi che consente di leggere in modo strutturato l’impatto delle politiche pubbliche e della spesa comunale su donne e uomini. Il documento, curato dall’associazione Period Think Tank insieme a un gruppo di lavoro interno all’ente, rappresenta un passaggio significativo verso una programmazione più consapevole ed equa.

Il Bilancio di Genere supera una visione formalmente neutra della programmazione finanziaria e mette in evidenza gli effetti concreti che le politiche comunali producono su diversi gruppi della popolazione. L’analisi adotta un approccio intersezionale, che tiene conto non solo del genere, ma anche dell’età, delle condizioni di vita, del lavoro di cura e della disabilità.

Il punto di partenza è il quadro demografico e sociale della città. Udine presenta una popolazione a prevalenza femminile, pari al 52,8 per cento, e un indice di vecchiaia molto elevato, che raggiunge il 245,9 per cento. Nelle fasce di età più avanzate, in particolare oltre gli 80 anni, la presenza femminile è nettamente dominante, con ricadute rilevanti in termini di solitudine, fragilità e domanda di servizi di assistenza. Il carico complessivo del lavoro di cura non retribuito grava soprattutto sulle donne e raggiunge il 41,3 per cento.

Sul fronte dell’istruzione e del lavoro emergono forti contraddizioni. Le donne tra i 25 e i 49 anni hanno livelli di istruzione più elevati rispetto agli uomini, con il 46,4 per cento di laureate contro il 34,6 per cento maschile. Questo vantaggio formativo, però, non si traduce in pari opportunità occupazionali: il tasso di occupazione femminile è del 47,7 per cento, a fronte del 60,4 per cento maschile, mentre la presenza delle donne nella non forza lavoro resta significativamente più alta, soprattutto tra le casalinghe. Uno squilibrio che produce effetti di lungo periodo, in particolare sulla sicurezza economica delle donne anziane.

In questo contesto il Bilancio di Genere analizza la spesa comunale, riclassificando il bilancio 2024 in base al suo impatto di genere. Circa il 60 per cento delle risorse rientra tra le spese indirettamente sensibili alla parità, per un valore complessivo di 65,7 milioni di euro. Di questi, oltre 38 milioni sono destinati ai servizi socio-assistenziali, che costituiscono l’asse portante del welfare comunale e incidono direttamente sulla riduzione del carico di cura familiare, ancora prevalentemente femminile.

Un ruolo centrale è svolto anche dai servizi educativi per la prima infanzia, ai quali il Comune destina 5,5 milioni di euro per la fascia 0-6 anni. L’investimento in nidi e servizi educativi è indicato come uno dei principali fattori di promozione dell’uguaglianza di genere, perché favorisce la conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Rilevanti, in una città con un indice di vecchiaia così elevato, sono anche i servizi per la terza età e l’assistenza domiciliare, che superano complessivamente i 3 milioni di euro. Il servizio di prossimità “No alla Solit’Udine” ha registrato 270 richieste da parte di donne contro 125 da uomini, segnalando una maggiore esposizione femminile all’isolamento sociale.

Accanto alle spese indirette, il Bilancio di Genere individua una quota di spese dirette dedicate esplicitamente alla promozione delle pari opportunità, che nel 2024 ammontano a 281.889 euro. La parte più consistente è destinata al Centro Antiviolenza comunale “Zero Tolerance”, che riceve 214.440 euro. Nel corso dell’anno il Centro ha registrato un aumento del 40 per cento delle richieste di emergenza e del 66 per cento delle accoglienze in Casa Rifugio.

Resta significativa la quota di spesa classificata come “neutra”, pari al 40 per cento del bilancio comunale, circa 86,1 milioni di euro, per la quale mancano dati disaggregati per genere. In questa categoria rientrano ambiti strategici come le politiche del personale, la mobilità, l’urbanistica e la gestione degli spazi pubblici. Il documento individua qui una delle principali sfide future, indicando la necessità di rafforzare la raccolta dei dati e integrare indicatori di genere nei documenti di programmazione, a partire dal Documento unico di programmazione (DUP).

Un focus specifico riguarda anche il Bilancio di Genere interno all’ente. Il personale comunale è composto per il 62 per cento da donne, concentrate soprattutto nei ruoli amministrativi ed educativi, mentre gli uomini risultano maggioritari nei profili tecnici e nella Polizia locale. Il ricorso al part-time è fortemente femminilizzato e riguarda il 15,6 per cento delle donne contro il 2,4 per cento degli uomini. La Giunta comunale presenta una composizione paritaria, con cinque donne e cinque uomini, mentre il Consiglio comunale resta a prevalenza maschile.

«Con questo Bilancio di Genere siamo tra i primi a rendere evidente come il lavoro quotidiano del Comune incida concretamente sulla qualità della vita delle donne», ha dichiarato il sindaco Alberto Felice De Toni, sottolineando come l’analisi aiuti a individuare gli ambiti su cui intervenire per ridurre le disuguaglianze. Secondo l’assessora alle Pari Opportunità Arianna Facchini, «i dati mostrano chiaramente come il welfare comunale sia già oggi uno strumento fondamentale di equità», ma indicano anche la necessità di orientare in modo strutturale alla parità le politiche oggi considerate neutrali.

Ultime notizie

Dello stesso autore