09.12.25 – 10.00 – Il dibattito sul Nodo ferroviario di Udine resta al centro dell’attenzione politica regionale, con posizioni distanti tra opposizione e Giunta sul percorso amministrativo, sui costi e sulle tempistiche dell’intervento. L’opera, considerata strategica per migliorare la mobilità e la sicurezza della rete ferroviaria cittadina, è tornata in discussione nelle ultime settimane dopo le sollecitazioni dei comitati e dei gruppi consiliari che chiedono maggiore chiarezza.
I consiglieri regionali Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) e Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), insieme a rappresentanti di Europa Verde e del comitato No Passaggi a Livello, contestano l’assenza di risposte da parte dell’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante. L’opposizione chiede una data certa per il confronto in Consiglio comunale a Udine, chiarimenti sulle risorse e sui motivi dell’aumento dei costi, oltre alla conferma del mantenimento dei binari nella configurazione attuale, come previsto dal precedente protocollo.
Secondo le stime presentate dai consiglieri, il costo dell’opera è passato dai 203 milioni iniziali ai 390 milioni citati recentemente in Consiglio regionale, con un’ulteriore cifra di 340 milioni richiamata dall’assessore in un incontro pubblico. Un aumento giudicato sproporzionato dai firmatari, che chiedono anche un riscontro sulla petizione depositata lo scorso febbraio dai cittadini di Udine. In assenza di risposte entro l’11 dicembre, i promotori hanno annunciato una mobilitazione a Trieste davanti al Consiglio regionale.
Di fronte alle critiche dell’opposizione in Consiglio, l’assessore Amirante rivendica la solidità dell’iter in corso. La Regione sottolinea che il protocollo precedente si è rivelato inattuabile e che il nuovo accordo con Comune e Rfi ha permesso di sbloccare la progettazione. Il commissariamento, secondo l’assessore, ha accelerato le procedure, mentre lo Stato ha recentemente stanziato ulteriori 50 milioni a sostegno dell’opera. Per quanto riguarda i costi, Amirante ribadisce che gli incrementi non dipendono dalla Regione, ma dagli aumenti generali dei prezzi generati dal superbonus 110% e dalle conseguenze della guerra in Ucraina, che hanno inciso su tutte le opere pubbliche.
La Giunta evidenzia inoltre la chiusura della procedura di “Via” relativa alla seconda fase del progetto e le misure regionali già adottate per sostenere i Comuni alle prese con i rincari. Sul piano politico, l’assessore richiama alla responsabilità riguardo alle recenti dimissioni del consigliere comunale incaricato della vigilanza sulla tratta Udine–Tarvisio, ritenute una scelta necessaria per garantire trasparenza nel percorso amministrativo.
Il confronto sul Nodo di Udine prosegue, con le richieste di chiarimento di comitati e opposizioni da una parte, dall’altra la difesa dell’iter da parte della Giunta, che rivendica avanzamenti concreti e una cornice amministrativa ritenuta finalmente efficace.


