16.07.26 – 15.00 – Cinque cittadini di nazionalità serba sono stati denunciati dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Latisana per riciclaggio, ricettazione e furto in abitazione. Le indagini, condotte in collaborazione con i militari della Compagnia di Cento, nel Ferrarese, hanno ricostruito una serie di reati commessi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 in Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Il provvedimento è scattato dopo una perquisizione in un casolare della provincia di Ferrara. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i cinque, con precedenti di polizia e provenienti dalle province di Napoli e Caserta, raggiungevano il Ferrarese circa ogni due settimane. Da lì si spostavano quotidianamente nel Nordest per compiere i furti, prima di fare ritorno all’abitazione utilizzata come base logistica e messa a disposizione da alcuni connazionali.
I cinque sono stati bloccati mentre tentavano la fuga. Nel corso della perquisizione sono stati trovati circa 5 mila euro in contanti, monili, 48 orologi, arnesi da scasso e tre coppie di targhe clonate.
L’operazione ha richiesto la collaborazione tra reparti territorialmente distanti, a conferma della dimensione interregionale delle attività investigative sui gruppi dediti ai furti in abitazione. La provincia di Ferrara sarebbe stata utilizzata come base d’appoggio, mentre i colpi venivano messi a segno in Friuli Venezia Giulia e Veneto, anche grazie alla rete autostradale che consente di raggiungere rapidamente territori diversi.
Le contestazioni comprendono tre diversi reati. Il furto in abitazione riguarda la sottrazione di beni dopo l’introduzione in un’abitazione; la ricettazione riguarda la ricezione, l’acquisto o l’occultamento di beni provenienti da un delitto; il riciclaggio, invece, consiste nel compiere operazioni che possono ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa di denaro o beni.
Il ritrovamento di oggetti preziosi, orologi, denaro, attrezzi da scasso e targhe clonate potrà inoltre fornire ulteriori elementi per ricostruire i singoli episodi e verificare la provenienza dei beni sequestrati. Le indagini proseguono anche per individuare eventuali ulteriori responsabilità e per consentire, una volta accertata la provenienza della refurtiva, la restituzione degli oggetti ai legittimi proprietari.