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giovedì, 18 Giugno 2026

Frode fiscale con metodo “apri e chiudi”, coinvolto emporio a Cervignano: interdetto un commercialista

20.03.26 – 10.00 – Un sistema di evasione fiscale basato sul meccanismo “apri e chiudi” ha coinvolto anche il punto vendita di una nota catena di empori situato a Cervignano del Friuli (Udine). L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna e condotta dalla Guardia di Finanza di Faenza, ha portato all’interdizione dall’esercizio della professione per un commercialista veneto, ritenuto parte attiva nel supporto alle operazioni illecite.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, un imprenditore di origini cinesi avrebbe gestito una rete di empori con sedi a Faenza, Occhiobello e Cervignano del Friuli attraverso società che accumulavano debiti tributari senza versare le imposte. Le società venivano poi sostituite da nuove partite IVA, che proseguivano l’attività con modalità analoghe. Il ciclo si ripeteva nel tempo, con il continuo avvicendamento delle compagini societarie.

Le indagini hanno portsto alla luce anche un flusso di denaro verso la Cina, Paese di origine dell’imprenditore. I proventi dell’evasione vi sarebbero stati trasferiti tramite fatture per operazioni inesistenti emesse da una rete di imprese fittizie, create al solo scopo di giustificare costi mai sostenuti.

L’operazione, denominata “Orient Express”, ha già portato alla denuncia di 20 persone per reati che comprendono frode fiscale, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di 10 milioni di euro e la gestione dei compendi aziendali tramite un amministratore giudiziario. I provvedimenti sono stati confermati dal Tribunale di Ravenna anche dopo i ricorsi presentati dagli indagati.

In questo contesto si inserisce la misura interdittiva nei confronti del commercialista, ritenuto responsabile di aver favorito la prosecuzione del sistema illecito, contribuendo alla sottrazione dei debiti fiscali.

L’operazione si inserisce nelle attività di contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio, con l’obiettivo di individuare i responsabili e recuperare risorse sottratte all’Erario, a tutela degli operatori economici che rispettano le regole.

Il procedimento resta nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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