17.02.26 – 11.00 – Terza allerta meteo di criticità gialla per acqua alta lungo la costa del Friuli Venezia Giulia. L’avviso regionale è valido dalle 20 di martedì 17 febbraio alle 2 del 18 febbraio e segnala possibili criticità in corrispondenza del picco di marea previsto in tarda serata.
In provincia di Udine l’attenzione è concentrata in particolare su Lignano Sabbiadoro, dove il coefficiente di marea ha raggiunto valori molto elevati. La giornata si è aperta con un coefficiente pari a 91, considerato molto alto. A mezzogiorno il valore è salito fino a 94 e, secondo le previsioni, al termine della giornata toccherà quota 96. Numeri che indicano maree di ampia escursione e correnti più forti del normale, con possibili ripercussioni sulle aree più esposte del litorale.
Dal punto di vista meteorologico, fino a mercoledì sulla regione affluiranno correnti nord-occidentali secche e stabili. Giovedì è atteso un peggioramento per l’arrivo di una saccatura atlantica, mentre da venerdì dovrebbe consolidarsi una fase anticiclonica più stabile e mite. Nel frattempo, però, resta l’osservazione costante dei livelli marini.
L’andamento di queste settimane è anomalo. Gennaio e febbraio, storicamente, sono mesi con maree più contenute rispetto all’autunno. Quest’anno invece il Mare Adriatico ha registrato livelli superiori alla media per un periodo prolungato. A Venezia il sistema di paratoie mobili del MOSE è stato attivato 23 volte dall’inizio di gennaio, un dato che si avvicina ai numeri complessivi di interi anni recenti.
Nella prima metà di febbraio la marea astronomica ha toccato ogni giorno i +70 centimetri, con diversi superamenti degli 80 e dei 90 centimetri. Per complessive 32 ore il livello ha oltrepassato i 100 centimetri, superando il precedente record del 2014. Le cause immediate sono legate alla persistenza di bassa pressione e a correnti meridionali che spingono l’acqua verso l’alto Adriatico, amplificando l’effetto della marea.
A rendere più evidente l’impatto di questi episodi contribuisce però un fattore strutturale: l’innalzamento medio del livello del mare. Studi recenti indicano che l’Adriatico si è alzato di circa 30 centimetri tra il 1993 e il 2023, con un’accelerazione più marcata negli ultimi decenni. A livello globale, l’aumento del livello dei mari è attribuito in larga parte al riscaldamento climatico e allo scioglimento dei ghiacciai.
In questo contesto, valori di coefficiente così elevati come quelli registrati oggi a Lignano Sabbiadoro diventano un elemento di attenzione ulteriore per il territorio costiero udinese. Se le previsioni indicano un possibile rientro graduale entro metà settimana, la combinazione tra dinamiche meteo e crescita strutturale del livello del mare rende gli episodi di acqua alta più frequenti anche in periodi dell’anno finora considerati meno critici.


