03.02.26 – 11.00 – Dopo le abbondanti nevicate dei giorni scorsi e quelle tuttora in corso, il pericolo valanghe torna ad aumentare sulle montagne del Friuli, con livelli che per la giornata di domani variano da marcato a forte tra Carnia e Alpi Giulie. L’allerta è contenuta nel bollettino diffuso dalla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, che invita alla massima prudenza e, nelle aree più esposte, a rinunciare alle attività in quota.
La situazione più delicata riguarda l’area prossima al Tarvisiano, dove sono previste abbondanti nevicate accompagnate da raffiche di vento. In questo settore il grado di pericolo valanghe è 4, classificato come forte. Il manto nevoso risulta instabile su larga scala e in molti punti sono possibili valanghe spontanee, capaci di coinvolgere anche gli strati più profondi e di raggiungere dimensioni molto grandi. In queste condizioni, sottolinea la Protezione civile, le escursioni sono vivamente sconsigliate.
Nelle altre zone montane della provincia, comprese ampie aree dei monti della Carnia, il pericolo è invece di grado 3, marcato, al di sopra dei 1.400 metri di quota. I punti più critici si trovano soprattutto alla base delle pareti rocciose, in prossimità delle creste, nei canaloni e nelle conche. Anche qui le valanghe possono interessare gli strati profondi del manto nevoso e distaccarsi già al passaggio di una sola persona. Fessure nella neve e i tipici rumori di assestamento, i cosiddetti “whum”, sono segnali evidenti di instabilità.
Il grado 4 indica una situazione molto critica, nella quale sono probabili numerose valanghe spontanee, spesso di grandi o grandissime dimensioni, con facilità di distacco su molti pendii ripidi anche in presenza di un debole sovraccarico. In tali condizioni possono risultare esposte a rischio anche infrastrutture come strade e edifici, mentre le possibilità di svolgere attività in sicurezza si riducono drasticamente, anche per gli escursionisti più esperti.
Le autorità raccomandano di limitare le uscite in montagna, di consultare sempre i bollettini ufficiali e, in caso di dubbio, di rinunciare alle escursioni. In una fase caratterizzata da neve fresca, vento e instabilità diffusa, la prudenza resta la principale forma di prevenzione.


