27.01.26 – 17.00 – Una mattinata scandita da momenti di raccoglimento, testimonianza e riflessione civile: così a Udine le celebrazioni del Giorno della Memoria. In diversi luoghi simbolo della città si sono svolte le cerimonie promosse dall’Amministrazione comunale insieme alle associazioni del territorio, con l’obiettivo di ricordare le vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni e di rinnovare un impegno collettivo a difesa dei valori di libertà, dignità e democrazia.
Le iniziative hanno coinvolto autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni della memoria e numerosi studenti. Erano presenti, tra gli altri, ANPI, APO, ANED, l’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione e l’Associazione Italia-Israele, a sottolineare il carattere condiviso e pubblico della ricorrenza.
La prima cerimonia si è svolta alle 9 al Cimitero urbano monumentale, con la deposizione di una corona in memoria degli Internati Militari Italiani, curata da APO e ANED. Un momento dedicato a ricordare migliaia di soldati che, dopo l’8 settembre 1943, subirono la deportazione e la prigionia nei lager nazisti per aver rifiutato di collaborare con il regime. Alla commemorazione hanno partecipato anche studenti dell’Istituto Stringher, coinvolti in un percorso di memoria che lega la storia nazionale alle giovani generazioni.
Nel corso della mattinata il vicesindaco Alessandro Venanzi ha preso parte anche in Prefettura alla cerimonia di consegna delle medaglie d’onore conferite alla memoria di cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei campi di concentramento nazisti e destinati al lavoro coatto.
Il momento centrale della giornata si è tenuto alle 12 al Parco della Rimembranza, sotto l’arco Ettore Gilberti, con la deposizione di una corona al monumento dedicato ai caduti nei campi di sterminio nazisti. Alla commemorazione, promossa da ANED, hanno partecipato il prefetto Domenico Lione, il questore Pasquale Antonio Di Lorenzo, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni d’Arma, oltre a diverse classi delle scuole superiori cittadine, in particolare del Liceo artistico Sello e degli istituti Deganutti e Stringher. Ad aprire il momento di raccoglimento è stato l’intervento del presidente di ANED, Marco Balestra.
Nel suo intervento, Venanzi ha richiamato il significato civile della ricorrenza, collegando la memoria storica alle tensioni del presente. «La Giornata della Memoria è prima di tutto una responsabilità civile», ha affermato. Ricordare la Shoah, ha sottolineato, non significa relegare lo sterminio di milioni di persone a un capitolo lontano della storia, ma riconoscerlo come il punto più basso toccato dall’Occidente e come un monito universale contro ogni genocidio, violenza e discriminazione. «Viviamo una fase in cui la democrazia è fragile, in cui il dissenso torna a essere represso e la differenza viene vista come una minaccia. Non possiamo girarci dall’altra parte», ha concluso, ribadendo che Udine, medaglia d’oro al valor militare per la guerra di Liberazione, intende mantenere viva questa responsabilità.
In precedenza, in via Pracchiuso 83, si era svolta la commemorazione davanti alla targa dedicata a Teresio Olivelli, alpino, partigiano e Medaglia d’Oro al Valore Militare, figura emblematica della Resistenza civile e cristiana. La cerimonia, curata da APO, ha ricordato il percorso umano e spirituale di Olivelli, reduce di Russia, che dopo l’8 settembre 1943 rifiutò di collaborare con i nazifascisti, transitò da Udine durante la fuga e fu poi catturato e deportato nei lager di Flossenbürg e Hersbruck. Morì nel 1945 dopo essersi distinto per l’aiuto prestato ai compagni di prigionia, ed è oggi venerato come Beato dalla Chiesa cattolica.
Nel suo intervento, l’assessore alla Cultura Federico Pirone ha sottolineato il valore dell’esempio di Olivelli, cresciuto in un contesto segnato dal consenso al regime fascista ma capace di scegliere l’autonomia di giudizio e la libertà di coscienza fino all’estremo sacrificio. Un richiamo, ha evidenziato, quanto mai attuale in un tempo complesso, in cui il pensiero critico e la capacità di non rimanere indifferenti restano strumenti essenziali per evitare nuove derive autoritarie.
Le celebrazioni udinesi del Giorno della Memoria hanno così intrecciato il ricordo delle vittime, la testimonianza della Resistenza e una riflessione sul presente, ribadendo il senso di una memoria che non è solo commemorazione, ma responsabilità attiva nella vita democratica.


