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giovedì, 18 Giugno 2026

A Udine apre la mostra 2026 delle Pietre d’Inciampo, dedicata a otto cittadini deportati nei campi nazisti

23.01.26 – 16.00 – Verrà inaugurata domani, 24 gennaio, alle 10.30 in Sala Valle a Palazzo Morpurgo, la mostra dedicata alle otto nuove Pietre d’Inciampo che il Comune di Udine poserà in occasione del Giorno del Ricordo. L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale con il supporto di ANPI, Associazione Partigiani Osoppo e ANED, anticipa la posa delle pietre prevista per il 28 e 29 gennaio e rientra nel progetto cittadino di memoria diffusa.

La mostra, curata da Anna Colombi, ricorda otto cittadini udinesi vittime della deportazione nei campi di concentramento nazisti a causa della loro opposizione al regime. Tra loro ci sono quattro partigiani delle formazioni Osoppo e Garibaldi e quattro ex ufficiali del Regio Esercito che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e collaborare con l’esercito tedesco, pagando con l’arresto e la deportazione. Con le otto nuove Pietre d’Inciampo, Udine raggiungerà un totale di quarantacinque lastre dedicate a membri della comunità ebraica, partigiani e militari oppositori del nazifascismo, collocate davanti alle ultime abitazioni liberamente scelte dai deportati, restituendo loro un nome, una storia e una dignità individuale.

I partigiani ricordati sono Beppino Colaoni, Mario Cozzi, Giovanni Lodolo e Giulio Rizzi, protagonisti della Resistenza e della lotta di Liberazione. Gli ufficiali del Regio Esercito sono Aldo Bernoni, Amedeo De Nicola, Umberto Del Piero e Giuseppe Maggio, che dopo aver rifiutato di giurare fedeltà alla RSI o di collaborare con i nazisti furono arrestati e deportati nei lager. La mostra racconta i loro tragici percorsi attraverso i principali campi e sottocampi del sistema concentrazionario tedesco, da Dachau a Mauthausen, da Flossenbürg a Buchenwald, fino agli Aussenlager, illustrando il funzionamento della “macchina della morte attraverso il lavoro” e le drammatiche marce della morte.

Il percorso espositivo si sviluppa attorno alle storie individuali dei protagonisti, con documentazione archivistica e iconografica originale, tra cui schede dei detenuti, registri di ingresso, liste di trasporto e certificati di morte, spesso falsificati per occultare le responsabilità del sistema nazista. Fotografie d’epoca, oggetti personali e testimonianze familiari restituiscono profondità umana ai protagonisti, mentre la mostra si conclude con una riflessione sul valore delle Pietre d’Inciampo come strumenti di memoria attiva e quotidiana, capaci di trasformare il gesto del camminare in un atto di consapevolezza civile. Le lastre d’ottone invitano a interrogarsi sul passato e a difendere nel presente i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia.

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