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giovedì, 18 Giugno 2026

Coltello sequestrato a scuola nella Bassa Friulana, controlli rafforzati e focus sulla prevenzione

22.01.26 – 12.00 – Un coltello con una lama di circa 15 centimetri è stato sequestrato nei giorni scorsi a uno studente minorenne di un istituto superiore della Bassa Friulana. L’intervento è avvenuto direttamente in classe da parte dei Carabinieri, allertati dal dirigente scolastico dopo una segnalazione interna.

Secondo quanto ricostruito, qualcuno si sarebbe accorto che il ragazzo aveva con sé l’arma da taglio e ha informato il preside, che ha contattato il Comando di Udine. I militari sono entrati nell’aula, hanno trovato il coltello in possesso dello studente e lo hanno sequestrato. Sono in corso accertamenti per chiarire le motivazioni e il contesto in cui il giovane portava con sé l’oggetto.

L’episodio, dopo il tragico fatto di cronaca registrato a Genova, ha riacceso il dibattito sulla presenza di armi bianche negli ambienti scolastici. Le Prefetture hanno rafforzato le misure di prevenzione, con il potenziamento dei metal detector in dotazione alle Polizie locali e controlli esterni agli istituti, affiancati da iniziative mirate alla prevenzione.

Sul piano normativo, per i minori trovati con coltelli a scuola le conseguenze variano in base alle circostanze, alla tipologia dell’arma e alle recenti modifiche introdotte dal nuovo “pacchetto sicurezza” entrato in vigore nel gennaio 2026. Il porto illegale di armi bianche è disciplinato dalla legge 110 del 1975 e può comportare sanzioni penali, con aggravanti se il fatto avviene in prossimità di scuole, pur nel quadro delle garanzie previste dal procedimento penale minorile. Sono previste anche sanzioni amministrative, che possono coinvolgere i genitori o tutori, oltre a misure scolastiche come la sospensione e l’attivazione di percorsi rieducativi e di supporto sociale.

I dati nazionali riportano i contorni di un fenomeno complesso. Dal 2019 al 2024 i minori segnalati per porto di armi improprie in Italia sono passati da 778 a 1.946 casi, con oltre mille segnalazioni già nel primo semestre del 2025. Studi recenti indicano che una minoranza di adolescenti tra i 15 e i 19 anni ha fatto uso di coltelli o altre armi bianche, mentre restano elevati i numeri legati a risse e comportamenti violenti.

Secondo recenti analisi curate da Save the Children e Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso il progetto ESPAD, tra i giovani si registra una crescente normalizzazione della violenza e una facile reperibilità di armi improprie. Allo stesso tempo, i livelli complessivi di criminalità minorile in Italia restano tra i più bassi in Europa, pur avendo conosciuto un aumento significativo nell’ultimo decennio.

Nel contesto locale, l’attenzione delle istituzioni resta concentrata soprattutto sulla prevenzione, sul dialogo con le scuole e sul rafforzamento degli strumenti educativi, con l’obiettivo di intervenire precocemente e ridurre i rischi prima che episodi isolati possano trasformarsi in situazioni più gravi.

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