19.01.26 – 15.00 – Didattica integrata, progettualità della ricerca, internazionalizzazione e rafforzamento dei rapporti con il territorio. Sono queste le quattro direttrici che guideranno il mandato di sei anni di Angelo Montanari, rettore dell’Università di Udine, presentate in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2025–2026. Montanari è il primo rettore laureato proprio nell’Ateneo friulano.
Oltre 450 persone hanno partecipato all’evento, ospitato nell’aula “Marzio Strassoldo”, gremita in ogni ordine di posti. In apertura i saluti del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, e del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Dopo la relazione del rettore sono intervenuti la presidente del Consiglio degli studenti, Elizabeth Moretti, e il rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Loris Menegon, componente del Senato accademico. Il delegato per l’educazione alla pace e alla non violenza, Tommaso Piffer, ha quindi introdotto Andrea Riccardi, che ha tenuto la lectio magistralis dal titolo “La pace è possibile?”.
Nella sua relazione Montanari ha sottolineato il ruolo centrale delle università nei processi di creazione e diffusione della conoscenza e la loro funzione di riferimento istituzionale per le politiche di sviluppo e innovazione. In questo quadro, ha spiegato, per l’Università di Udine è strategico consolidare e creare nuove alleanze, favorendo percorsi formativi e linee di ricerca inter-ateneo a livello regionale, transfrontaliero e internazionale.
Sul piano economico, il rettore ha evidenziato come il bilancio di previsione 2026, appena approvato, sia in pareggio, ribadendo che la sostenibilità finanziaria rappresenta una condizione essenziale per garantire l’autonomia dell’Ateneo. Accanto alla dimensione nazionale e internazionale, Montanari ha richiamato il rapporto costitutivo con il Friuli, definito una “linfa vitale” senza la quale non è possibile pensare l’Università di Udine.
Ampio spazio è stato dedicato al tema del ricambio generazionale. Nei prossimi dieci anni andrà in quiescenza circa il 36% dei docenti e ricercatori e oltre il 25% del personale tecnico-amministrativo. Una dinamica che, secondo il rettore, rende necessario un piano nazionale di sostegno e, per Udine, una strategia di reclutamento orientata ai giovani con esperienza internazionale e attenzione al bilanciamento di genere.
Per quanto riguarda la ricerca, Montanari ha ricordato il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha consentito il coinvolgimento di 69 ricercatori e il reclutamento di 50 tra ricercatori a tempo determinato, assegnisti e dottorandi. Un modello di collaborazione significativo è rappresentato dall’ecosistema Inest per l’innovazione del Nord-Est, che riunisce le università del Triveneto e che, secondo il rettore, non deve essere disperso. Da qui la proposta di un “campus didattico diffuso” e di una rete dei “Lab Village” per rafforzare il legame tra università, imprese e territorio.
Sul fronte della didattica, Montanari ha illustrato l’approccio della didattica integrata, che combina insegnamento in presenza e strumenti digitali. In questo contesto si inserisce il progetto nazionale Edunext, che ha portato all’Ateneo un finanziamento Pnrr superiore a 370 mila euro e alla sperimentazione di modelli innovativi in alcuni corsi di laurea magistrale.
I dati sulle immatricolazioni mostrano un lieve incremento: gli studenti del 2025–2026 sono 4.642, con una crescita del 3% nelle lauree magistrali. Un risultato che il rettore ha definito significativo in un contesto demografico sfavorevole. Particolare attenzione è stata riservata agli studenti del semestre filtro di Medicina, ai quali l’Ateneo offre la possibilità di immatricolazione straordinaria in altri corsi con riconoscimento dei crediti.
L’internazionalizzazione resta una priorità. Gli studenti internazionali immatricolati sono circa 250, in costante aumento. Sono in fase di definizione accordi di doppio titolo con università di Cina e Giappone, oltre a collaborazioni già attive con atenei europei e asiatici. Parallelamente cresce la mobilità studentesca, sia in uscita che in ingresso.
Nel suo intervento Montanari ha anche richiamato il nuovo Statuto dell’Ateneo, che include un riferimento esplicito ai valori della pace, della libertà e della giustizia, in coerenza con la lectio magistralis di Andrea Riccardi.
«La pace è possibile?» è stata la domanda al centro della riflessione del fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che ha richiamato il ruolo della cultura e dell’educazione nella costruzione di società non violente.
Nel corso della cerimonia è stato presentato anche il Rendiconto sociale 2024–2025, giunto alla quinta edizione, che chiude il quadriennio del Piano strategico e rendiconta in modo trasparente le attività e l’impatto dell’Ateneo sul territorio.
A concludere la mattinata, gli interventi della presidente del Consiglio degli studenti, che ha ricordato il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli e ha espresso critiche sulla gestione del semestre filtro di Medicina, e del rappresentante del personale tecnico-amministrativo, che ha richiamato il valore della collaborazione come fondamento della comunità universitaria.
«Non mi sento un uomo solo al comando – ha concluso Montanari – ma l’espressione di una comunità. Solo insieme possiamo perseguire e realizzare obiettivi ambiziosi».


