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giovedì, 18 Giugno 2026

Ritrovamento dei corpi senza vita in via Bariglaria, il sindaco richiama l’attenzione sulle fragilità sociali

25.11.25 – 18.00 – Negli ultimi giorni sono emersi nuovi dettagli sul ritrovamento dei corpi senza vita di due persone avvenuto lunedì 24 novembre in un edificio abbandonato di via Bariglaria, alla periferia est di Udine. In un primo momento la notizia era stata diffusa in modo frammentario, poiché non era ancora chiara l’identità delle persone trovate senza vita. Gli aggiornamenti indicano ora che i due corpi appartengono a uomini adulti, probabilmente cittadini stranieri di origine pakistana, di 35 e 38 anni, senza fissa dimora.

I due corpi erano stati scoperti poco dopo le 12:15 all’interno di un casolare dismesso al civico 142, noto per essere utilizzato da tempo come rifugio di fortuna. Le condizioni dei corpi, in avanzata decomposizione, suggeriscono che il decesso risalga a diverse settimane o addirittura a mesi prima del ritrovamento. Sul posto sono intervenuti polizia, vigili del fuoco e personale sanitario, mentre la zona è stata messa sotto sequestro per consentire gli accertamenti.

Gli investigatori non hanno trovato segni evidenti di violenza, ma non escludono alcuna ipotesi: dal malore all’incidente, fino a scenari più complessi che richiedono ulteriori verifiche. Il medico legale e il magistrato stanno lavorando per chiarire cause, tempi della morte e identità precise delle due vittime, mentre la polizia prosegue le indagini alla ricerca di eventuali testimoni o elementi utili a ricostruire le ultime settimane dei due uomini.

Il nuovo quadro emerso ha portato il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, a legare il tragico episodio ai temi della marginalità estrema e delle fragilità sociali presenti in città. Nella sua dichiarazione il primo cittadino richiama l’attenzione su una vulnerabilità che rischia di rimanere invisibile fino a quando non sfocia in drammi come questo:

«Il ritrovamento dei corpi di via Bariglaria, – scrive il sindaco in una nota diffusa oggi – qualora venisse confermata l’ipotesi di una morte dovuta ad una grave emarginazione, ci colpisce profondamente e dimostra che esistono ancora situazioni di fragilità, dovuti a pesanti problematiche – sociali, psichiche, di dipendenza – che sfuggono o non possono essere intercettate dalla rete dei servizi. Negli ultimi mesi abbiamo rafforzato in modo deciso il sistema di interventi rivolti alle persone più vulnerabili, ampliando le risposte già attive e introducendo nuovi strumenti con il terzo settore. È un impegno che riguarda non solo il Comune, ma l’intero sistema istituzionale e sociale, perché nessuno da solo può affrontare un fenomeno così complesso».

 

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