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giovedì, 18 Giugno 2026

Salute, dal 1° dicembre aprono le Case della comunità a Udine, Cividale e Gemona

21.11.25 – 09.00 – La riorganizzazione della sanità territoriale in Friuli Venezia Giulia compie un passo importante con l’apertura, dal 1° dicembre 2025, delle prime Case della comunità a Udine, Cividale del Friuli e Gemona. L’annuncio è stato dato ieri 20 novembre nel capoluogo durante la presentazione del progetto regionale, alla presenza dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, dei rappresentanti dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc) e degli amministratori dei Comuni coinvolti.

Riccardi ha definito queste nuove strutture «un passo altamente significativo» nell’applicazione del Dm77 del 2022, che ridisegna l’assistenza sanitaria fuori dagli ospedali. Il modello prevede la presenza continuativa di un medico nelle 24 ore e la possibilità per i cittadini di trovare risposte più immediate e coerenti ai propri bisogni, riducendo la pressione sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri.

L’assessore ha sottolineato come la semplice richiesta di riaprire vecchi ospedali non risponda più alla complessità attuale: «I mutamenti della società impongono di lavorare sulle cronicità, trasformando le strutture e concentrando le casistiche acute negli hub ospedalieri». La rete pensata dalla Regione combina infatti ospedali principali dedicati ai casi più complessi, presìdi spoke specializzati e un sistema territoriale in cui le Case della comunità costituiscono un perno essenziale.

Nell’area udinese, oltre alle tre sedi di prossima apertura, sono previste Case della comunità hub anche a Codroipo, Latisana, Palmanova, San Daniele, Tarcento e Tarvisio, affiancate da quattro strutture periferiche a Cervignano, Manzano, Tavagnacco e Zugliano.

Le Case della comunità offriranno un servizio multiprofessionale integrato con medici, infermieri di comunità, riabilitatori, assistenti sociali, psicologi, amministrativi e altre figure sanitarie. Saranno luoghi di riferimento per bisogni sanitari non urgenti, percorsi socio-sanitari e servizi amministrativi. Importante anche il coinvolgimento delle associazioni locali, chiamate a collaborare per favorire il benessere delle persone e della comunità.

Tra i servizi attivi figurano il Punto unico di accesso (Pua), l’assistenza domiciliare con programmi personalizzati, l’infermiere di comunità, ambulatori per le cure primarie con medico h24 e infermiere per 12 ore al giorno, ambulatori per patologie croniche, punto prelievi, servizi specialistici per la cronicità anche in telemedicina, Cup, anagrafe sanitaria e ufficio assistenza protesica.

Con queste prime attivazioni, la Regione dà avvio concreto alla nuova rete territoriale pensata per rendere più accessibili e integrati i servizi, con un modello sanitario che vuole essere più vicino ai cittadini.

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