17.11.25 – 13.00 – Il Comune di Udine ha presentato nei giorni scorsi il quadro degli interventi attivati negli ultimi due anni per far fronte all’emergenza abitativa e sostenere le famiglie più fragili. Un lavoro costruito in rete con i Servizi sociali, l’Ambito socioassistenziale del Friuli Centrale, ATER e il Terzo settore, con l’obiettivo di garantire tutele più solide e accompagnare le persone nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Nel complesso, tra Fondo affitti, assistenza economica e alloggi di protezione sociale, nel 2025 sono stati sostenuti più di 2.000 nuclei familiari. Un numero che restituisce la dimensione dello sforzo messo in campo dall’amministrazione per prevenire sfratti, morosità e crisi abitative.
Fondo affitti: più risorse e più beneficiari
Uno dei capitoli principali riguarda il Fondo affitti. Dopo l’assenza di contributi comunali nel 2023, Udine ha ripreso a finanziare il sostegno nel 2024, coprendo il 10% del fabbisogno complessivo e integrando i fondi regionali e statali. La quota comunale è stata di 458.393 euro, che hanno permesso di liquidare 1.442 domande sulle 1.758 presentate, per un totale di 3,27 milioni di euro e un contributo medio di 2.270 euro a famiglia.
Nel 2025 lo stanziamento cresce a 473.327 euro, con un totale che sfiora i 3,3 milioni. Un aiuto che ha raggiunto centinaia di famiglie in difficoltà, contribuendo a evitare situazioni di emergenza economica.
Assistenza economica: un sostegno diretto per canoni e spese
Accanto al Fondo affitti, l’assistenza economica ha continuato a coprire il pagamento di canoni e spese condominiali. Nel 2024 il Comune ha destinato 437.164 euro a questa misura, di cui oltre 173.500 euro per sostenere specificamente i costi abitativi. Sono stati così aiutati 149 nuclei. Nei primi dieci mesi del 2025 gli interventi sono stati 70, per una spesa complessiva di 274.056 euro.
Alloggi di protezione sociale: 75 unità a disposizione
Un altro pilastro delle politiche comunali riguarda gli alloggi di protezione sociale, oggi 75 in totale: 57 sono già assegnati, 4 sono in fase di consegna e 14 sono temporaneamente indisponibili per lavori di manutenzione. In totale ospitano 121 persone, con un equilibrio tra cittadini italiani e stranieri, segno di un disagio abitativo che attraversa tutta la comunità.
Gli alloggi rappresentano un percorso temporaneo verso l’autonomia, con un limite di permanenza di due anni e un accompagnamento costante verso soluzioni più stabili.
Il contributo dell’Ambito socioassistenziale
L’Ambito del Friuli Centrale ha rafforzato negli ultimi anni una rete capillare di interventi. Tra novembre 2024 e giugno 2025 la pronta accoglienza ha ospitato 40 persone in alloggi e 66 in strutture alberghiere; altri 104 beneficiari hanno trovato posto nei percorsi di prima accoglienza e autonomia, mentre i programmi Housing First e Housing Led hanno coinvolto 19 persone. Le strutture per adulti hanno ospitato 21 utenti, e i dormitori hanno accolto complessivamente 192 persone, con un potenziamento dei posti nel periodo invernale.
L’Ambito ha inoltre gestito 85.113 euro del Fondo Sociale ATER, utile per integrare gli strumenti di intervento.
Case a canone di mercato e conversione a uso sociale
Il Comune gestisce direttamente anche 104 alloggi a canone di mercato, nove dei quali attualmente in manutenzione. Sono 86 i nuclei in graduatoria in attesa di assegnazione. L’amministrazione ha avviato la conversione progressiva di questi alloggi verso la destinazione assistenziale, così da ampliare la disponibilità di soluzioni sociali. Nel corso del 2025 sono inoltre rientrati nella disponibilità comunale due alloggi precedentemente gestiti da ATER, che saranno destinati a nuovi progetti di welfare abitativo.
Housing sociale: sei iniziative attive e nuove opportunità
Udine conta oggi sei progetti attivi di housing sociale. Nel 2024 il Comune ha aggiornato le convenzioni introducendo la possibilità per gli enti del Terzo settore di gestire una parte degli alloggi, aprendo così a forme di residenzialità temporanea per persone seguite dai servizi sociali o da servizi specialistici. È una scelta che amplia l’accesso e permette di costruire percorsi di autonomia abitativa basati su contesti comunitari e sostenibili.
L’assessore all’Equità sociale, Stefano Gasparin, riassume così il percorso: «Nessuno deve essere lasciato indietro. Abbiamo ampliato gli strumenti di sostegno, rafforzato l’accoglienza e avviato nuove opportunità per chi vive un momento di difficoltà. Il diritto alla casa resta una priorità».


