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mercoledì, 15 Luglio 2026

Nella storica dimora di Buttrio la mostra dedicata al pittore verista Francesco Danieli

10.10.25 – 15.00 – Una storica dimora del Friuli ha aperto oggi al pubblico le sue stanze per raccontare l’arte del verismo italiano. È Casa Danieli a Buttrio, sede della Fondazione Luigi Danieli, che ospita la mostra “Francesco Danieli. Il pittore del vero”, visitabile gratuitamente fino al 26 ottobre nei fine settimana.

L’esposizione, curata e promossa dalla Fondazione presieduta da Annachiara Danieli, si sviluppa all’interno degli appartamenti che furono a lungo riferimento della famiglia Danieli – Beltrame, oggi trasformati in spazi culturali. Dieci ambienti della residenza accolgono 49 opere, tra ritratti e paesaggi, appartenenti alla Collezione della Fondazione e a quella privata di Ada Maria Danieli.

Il percorso espositivo si apre con l’Autoritratto e prosegue con tele che raccontano il legame dell’artista con i paesaggi veneti e friulani. Particolare rilievo hanno poi i tredici ritratti di famiglia realizzati fra il 1878 e il 1915, accanto a scene di vita domestica e contadina come La lezione di cucito e Fanciulla pensierosa. Chiude l’itinerario Riflessi azzurri, opera con cui Danieli prese parte alla sua prima Biennale di Venezia.

A corredo della mostra è stato pubblicato da Forum editrice il volume “Francesco Danieli. Il pittore del vero”, a cura di Magalì Cappellaro, che approfondisce vita e carriera dell’artista trentino.

Il percorso artistico

Nato a Strigno (Tn) nel 1853, Francesco Danieli si formò all’Accademia Cignaroli di Verona sotto la guida di Napoleone Nani e insieme ad Angelo Dall’Oca Bianca. Protagonista della scena artistica veronese e nazionale, partecipò con continuità alle esposizioni della Società di Belle Arti di Verona e fu premiato nel 1892 con la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione per l’opera S’avvicina il temporale, oggi parte della collezione della Fondazione Cariverona.

Espose regolarmente anche a Milano e prese parte a quattro edizioni della Biennale di Venezia (1895, 1899, 1901 e 1905), imponendosi come interprete fedele della vita contadina e dei paesaggi veneti e friulani. La sua pittura, lontana da mode e scuole, ha saputo raccontare la bellezza autentica della natura e delle persone che la vivono, con uno stile capace di coniugare sensibilità e rigore tecnico.

 

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