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lunedì, 13 Luglio 2026

Decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi: ecco i divieti

13.07.26 – 15.00 – La Regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato da oggi, 13 luglio lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi.

Lo ha stabilito il Direttore del Servizio foreste, d’intesa con la Protezione civile regionale e il Comando del Corpo forestale regionale, con il Decreto n. 37659/GRFVG dell’11 luglio 2026, in applicazione dell’articolo 11, comma 1, lettera b) della Legge regionale 17/2019 sulla difesa dei boschi dagli incendi. Il provvedimento resta in vigore fino a nuova determinazione.

Alla base della decisione ci sono le previsioni per i prossimi giorni: il tempo resterà prevalentemente stabile, con temperature molto elevate che continueranno a favorire la disidratazione della vegetazione, sempre più facile da incendiare. Cresce così il rischio di roghi ad alta intensità, capaci di raggiungere anche la chioma degli alberi, in particolare nei boschi dove sono presenti specie ad alta pirofilia. Da diverse settimane, inoltre, non si registrano piogge estese in grado di attenuare gli effetti delle ripetute ondate di calore.

In questo contesto sono già attivi da giorni diversi focolai, in gran parte di origine naturale e provocati da fulmini, che mettono a dura prova il sistema integrato regionale e statale deputato allo spegnimento.

Cosa vieta il decreto

Nelle zone comprese nel Piano regionale di difesa del patrimonio forestale dagli incendi, per tutta la durata dello stato di massima pericolosità, sono vietati:

  • l’uso di esplosivi e il brillamento di mine;
  • qualsiasi operazione che possa creare pericolo, immediato o mediato, di incendio.

A questi si aggiungono i divieti generali previsti dal comma 7 dell’articolo 19 della legge regionale 17/2019, la cui violazione nel periodo di massima pericolosità comporta le sanzioni dell’articolo 20 della stessa legge:

  • accendere fuochi o bruciare i materiali derivanti da attività agricole e forestali, salvo i casi previsti dal decreto legislativo 152/2006 o gli interventi per la tutela fitopatologica;
  • usare apparecchi a fiamma libera, bracieri o fornelli, tranne che nelle aree attrezzate a questo scopo e nei campeggi mobili di cui alla legge regionale 21/2016;
  • far scoppiare prodotti pirotecnici;
  • gettare fiammiferi accesi o sigarette non spente;
  • usare apparecchi che producono faville in presenza di vegetazione infiammabile.

Restano inoltre sospese, fino alla revoca del decreto, le autorizzazioni anche semplificate rilasciate per attività lavorative, manifestazioni pubbliche o tradizionali in deroga ai divieti sopra elencati.

Il Comando del Corpo forestale regionale e gli Ispettorati forestali, dove le condizioni di rischio lo richiedano, rafforzeranno l’attività di sorveglianza delle Stazioni forestali e delle altre strutture periferiche.

Il punto sugli incendi in corso

Il fronte più esteso resta quello di Monte Piolsa, nel comune di Claut, in provincia di Pordenone. L’incendio, causato da un fulmine, è stato segnalato alla Sala Operativa Regionale nella serata di venerdì 10 luglio. Nei giorni successivi due elicotteri hanno effettuato numerosi lanci, coordinati da terra dal Direttore delle operazioni di spegnimento della Stazione forestale di Claut. L’area bruciata è stimata in circa 45 ettari, la più vasta tra quelle interessate finora.

A Monrupino, in provincia di Trieste, un incendio di interfaccia segnalato sabato pomeriggio ha richiesto un dispiegamento imponente di forze: oltre alle Stazioni forestali di Trieste e Duino Aurisina, sono intervenuti i Vigili del Fuoco con mezzo aereo, il presidio sanitario della Croce Verde Goriziana e i volontari di numerosi gruppi comunali di Protezione civile, per un totale di 76 persone e 28 mezzi nella fase più intensa. L’area interessata ha raggiunto circa 17 ettari; le operazioni sono ora nella fase di bonifica.

Nel comune di Andreis, l’incendio di Monte Raut ha attraversato fasi alterne: dopo un primo controllo, le fiamme sono riprese nel pomeriggio di venerdì, per poi tornare sotto controllo e infine risultare bonificato domenica sera, con una superficie bruciata di circa un ettaro.

Anche il rogo di Cima del Forat, tra i comuni di Forni di Sotto e Ampezzo, ha avuto un andamento simile: dato per spento nei primi giorni, ha ripreso forza nel pomeriggio di domenica, con un nuovo intervento dell’elicottero regionale.

Restano sotto monitoraggio costante gli incendi di Monte Corda Piccola e di Lastre di Peschis, entrambi nel comune di Tramonti di Sopra, e quello di Monte Gjavon, nel vicino comune di Tramonti di Sotto: quest’ultimo, circoscritto fin dai primi rilievi, si mantiene stabile su una superficie di circa 0,2 ettari. A questi si è aggiunto, nella giornata di domenica, un ulteriore rogo in località Bristie, nel comune di Sgonico, di dimensioni contenute e già rientrato nella fase di bonifica.

Con la dichiarazione dello stato di massima pericolosità, la Regione intende rafforzare le misure di prevenzione e sorveglianza in vista di giorni ancora segnati da caldo intenso e assenza di piogge significative. La Protezione civile regionale continua a diffondere aggiornamenti periodici attraverso i propri comunicati, mentre le squadre forestali e i volontari dei gruppi comunali restano impegnati nel monitoraggio delle aree già colpite, per prevenire nuove riprese delle fiamme.

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