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giovedì, 18 Giugno 2026

Confcommercio Udine: «Recensioni false e dumping contrattuale, fenomeni da contrastare con decisione»

30.09.25 – 11.00 – La diffusione delle recensioni false online e il dumping contrattuale rappresentano due problemi sempre più rilevanti per le imprese del terziario. Temi che sono stati al centro dell’incontro organizzato da Confcommercio Udine dal titolo “Recensioni false e dumping contrattuale: come mi tutelo?”, con gli interventi di Giulia Rebecca Giuliani, direttrice dell’Area legislativa legale e tributaria di Fipe nazionale, e Andrea Chiriatti, direttore Area lavoro di Fipe nazionale.

Recensioni false: un danno per le imprese

Giuliani ha richiamato i dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy: il 70% dei consumatori legge le recensioni prima di scegliere un ristorante e queste possono incidere fino al 30% sul fatturato. Ma il 66% degli utenti dichiara di essersi imbattuto in recensioni false, con conseguenze dirette sulla reputazione digitale delle aziende.

«Il ddl Pmi – ha ricordato Giuliani – è intervenuto anche per evitare che agenzie specializzate vendano pacchetti di recensioni positive o minaccino di pubblicarne di negative. Si tratta di pratiche che generano gravi distorsioni. Occorrono regole certe e tutele più forti che obblighino le piattaforme a verificare l’autenticità delle recensioni».

Dumping contrattuale: rischi concreti

Il tema del dumping contrattuale è stato affrontato da Chiriatti, che ha evidenziato come oltre il 92% dei lavoratori del settore operi con il contratto Confcommercio Fipe. Negli ultimi anni, però, si è registrata una crescita rapida di contratti meno rappresentativi: «Dal 2022 a oggi uno di questi è passato da 5.000 a 30.000 applicazioni. Le aziende che li adottano credono di risparmiare, ma rischiano sanzioni, recuperi contributivi e contenziosi che possono costare molto di più. In più, si crea concorrenza sleale verso chi applica correttamente il contratto nazionale».

Confcommercio Udine: «Difendere le imprese virtuose»

Sul tema è intervenuto anche Antonio Dalla Mora, vicepresidente di Confcommercio Udine e consigliere Fipe nazionale, che ha ribadito l’importanza di tutelare chi rispetta le regole: «La pirateria contrattuale non solo crea concorrenza scorretta, ma danneggia l’immagine dell’intero settore. Molti contratti sono firmati da sigle non rappresentative e prevedono condizioni peggiori e stipendi più bassi. Così si penalizzano le imprese sane e virtuose, quelle che operano in modo corretto sul mercato».

Il direttore provinciale Lorenzo Mazzolini ha infine rimarcato l’impegno dell’associazione nel sostenere le aziende associate e nel promuovere un contesto di lavoro fondato su regole condivise e trasparenti.

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