26.09.25 – 12.00 – In un clima di incertezza, Udine si prepara ad ospitare la partita valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026 tra Italia e Israele, in programma il 14 ottobre allo Stadio Friuli. Un appuntamento che, al di là dell’aspetto sportivo, si inserisce in un contesto di forti tensioni internazionali e di mobilitazioni civili sul territorio.
La notizia riportata dal Times secondo cui la UEFA starebbe valutando la sospensione di Israele da tutte le competizioni calcistiche internazionali ha complicato ulteriormente la situazione. Qualora venisse confermata, la decisione comporterebbe l’esclusione della nazionale israeliana dalle qualificazioni ai Mondiali e dei club dalle coppe europee. La misura, sostenuta da una parte del comitato esecutivo UEFA, risponde anche alle pressioni di organizzazioni internazionali, tra cui esperti delle Nazioni Unite che hanno chiesto un intervento a seguito delle accuse di genocidio a Gaza.
Per Udine, la partita rappresenta quindi un momento molto delicato. Il sindaco Alberto Felice De Toni ha detto che “La Uefa farà le sue valutazioni. Noi abbiamo già ribadito come la pensiamo: non c’è la possibilità di una festa dello sport con una guerra in corso. Come amministrazione avevamo chiesto il rinvio della partita in una data successiva, come minimo dopo un cessate il fuoco”.
“Come consiglio comunale ci siamo espressi per tre punti molto chiari – ha aggiunto il primo cittadino -: il rilascio degli ostaggi, il cessate il fuoco, e il riconoscimento della Palestina”. “A un anno dalla prima partita tra Italia e Israele – ha concluso De Toni -, vorremmo arrivasse un messaggio diverso e che dalla nostra città si levasse un appello alla pace”.
Parallelamente, movimenti e associazioni hanno annunciato manifestazioni pacifiche in città. Tra i promotori figurano il Comitato per la Palestina Udine, la Comunità Palestinese del Veneto e Friuli Venezia Giulia e il movimento BDS Italia. Le ragioni della mobilitazione richiamano il rifiuto di considerare lo sport un ambito separato dalla politica e dai diritti umani, in particolare in una fase segnata da gravi violenze e da vittime civili nella Striscia di Gaza.
Già nel 2024 la città aveva visto scendere in piazza circa tremila persone in occasione di una protesta analoga, e per quest’anno si prevede una partecipazione ancora più numerosa. L’obiettivo dichiarato è quello di lanciare da Udine un appello alla pace, ribadendo che la presenza della nazionale israeliana in campo non può essere disgiunta dalle politiche del governo di Tel Aviv. Le iniziative annunciate prevedono cortei, presìdi e campagne di sensibilizzazione.


