25.09.25 – 10.00 – Sono stati inaugurati ieri i nuovi spazi dell’area cardiologica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, un intervento che si inserisce all’interno delle giornate degli Stati generali promossi da Asufc e Università di Udine. L’evento ha rappresentato non solo un ampliamento delle strutture dedicate a patologie cardiovascolari, ma anche l’occasione per ribadire l’importanza dell’umanizzazione delle cure come principio guida del sistema sanitario regionale.
Il progetto, che coinvolge istituzioni, sanità e mondo accademico, ha portato alla nascita della Carta di Udine per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo, già adottata a livello nazionale e considerata un punto di riferimento anche dal Ministero della Salute. Da questo percorso è nato inoltre l’Health Humanization Hub, un laboratorio interdisciplinare pensato per mettere in rete ricerca scientifica, innovazione tecnologica e centralità della persona.
Il governatore Massimiliano Fedriga ha parlato di “un’alleanza strategica tra università, servizio sanitario e Regione” che consenta di valorizzare le risorse del Pnrr, rafforzare il legame tra ospedale e territorio e attrarre nuove competenze. L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi ha sottolineato come il sistema sanitario sia chiamato ad affrontare nuove sfide: “Non possiamo limitarci alle acuzie – ha detto – ma dobbiamo saper rispondere anche a fragilità, marginalità e cronicità”.
Accanto alla visione regionale, l’intervento del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha riportato l’attenzione sul valore tangibile per la comunità: “Il potenziamento dell’area cardiologica è un passo importante perché ci permette di affrontare le sfide di una popolazione sempre più anziana. Non si tratta solo di nuove tecnologie, ma soprattutto di percorsi di cura che mettano al centro la persona”.
De Toni ha poi richiamato il significato più profondo delle innovazioni in corso: “La medicina non è solo capacità di curare, ma anche di accompagnare, ascoltare e rispettare. L’umanizzazione deve restare il fine ultimo di ogni cambiamento sanitario”.
Con i nuovi spazi e i progetti avviati, il nosocomio udinese assieme all’Università consolida il proprio ruolo di laboratorio nazionale per una sanità che unisce efficienza, ricerca e attenzione alla persona.


