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martedì, 7 Luglio 2026

Dopo quasi tre secoli le portelle dell’organo di Pellegrino da San Daniele tornano nel Duomo di Udine

07.07.26 – 14.00 – Dopo quasi trecento anni di assenza, il Duomo di Udine ritrova uno dei suoi capolavori più importanti. Da giovedì 10 luglio le monumentali portelle dell’antico organo rinascimentale, dipinte da Martino da Udine, detto Pellegrino da San Daniele, saranno nuovamente collocate nella Cattedrale, tornando nel luogo per il quale erano state realizzate all’inizio del Cinquecento.

L’iniziativa rappresenta l’appuntamento principale delle celebrazioni dedicate ai Santi Patroni e della ventesima edizione della rassegna “Incontri di musica, arte e storia”, dedicata quest’anno al tema “Documenti e memorie con i Santi Patroni”. Il rientro delle opere costituisce inoltre uno dei più rilevanti interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio storico-artistico promossi dalla Parrocchia e dal Museo del Duomo.

Le tele, alte oltre quattro metri, raffigurano all’esterno San Pietro mentre consegna il pastorale a Sant’Ermacora, immagine che richiama il passaggio dell’autorità episcopale da Roma alla Chiesa di Aquileia. Sulle ante interne sono invece rappresentati i quattro Dottori della Chiesa – Gregorio, Girolamo, Agostino e Ambrogio – in un articolato programma iconografico che intreccia arte, liturgia e storia della Chiesa aquileiese.

«Il ritorno delle portelle dell’organo rinascimentale rappresenta molto più di una ricollocazione museografica: è la restituzione di un frammento fondamentale della storia del Duomo e della memoria della nostra comunità. Dopo un lungo percorso, queste opere tornano finalmente a dialogare con il luogo per il quale Pellegrino da San Daniele le aveva concepite oltre cinquecento anni fa. Questo intervento conferma la missione del Museo del Duomo: custodire il patrimonio, ma soprattutto renderlo nuovamente vivo e leggibile», sottolinea Maria Beatrice Bertone, curatrice del Museo del Duomo di Udine.

Martino da Udine, conosciuto come Pellegrino da San Daniele, è considerato uno dei maggiori esponenti del Rinascimento friulano. Ricevette l’incarico di realizzare le portelle dell’organo del Duomo il 6 novembre 1519 e concluse il lavoro il 3 novembre 1521, dando vita a un’opera destinata a diventare uno dei simboli della pittura rinascimentale in Friuli.

La storia delle portelle cambiò nel Settecento, quando la riorganizzazione del Duomo e la costruzione del nuovo organo di Pietro Nachini portarono alla loro rimozione. Da allora le tele passarono attraverso diverse sedi. Dal 1929 al 2019 sono state conservate nella Galleria d’Arte Antica dei Musei Civici al Castello di Udine, prima di essere trasferite nei laboratori del Centro di Restauro Esedra per gli interventi conservativi.

Il progetto di restituzione, promosso dalla Parrocchia con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ha previsto il restauro delle superfici pittoriche, la ricostruzione dei telai, la stabilizzazione delle tele e la realizzazione di una nuova struttura espositiva in prossimità dell’antica collocazione dell’organo.

Con il ritorno in Duomo, le opere recuperano il loro contesto originario, ricostituendo il legame tra pittura, architettura e liturgia e restituendo alla Cattedrale un elemento significativo della sua storia.

Per accompagnare il nuovo allestimento sono stati predisposti anche pannelli illustrativi dedicati alla storia delle tele, al loro significato iconografico e agli interventi di restauro. Le visite guidate possono essere richieste scrivendo all’indirizzo [[email protected]](mailto:[email protected]).

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